Il Tirreno

Livorno

La sentenza

Livorno, anziano di 87 anni condannato per abusi alle nipotine: dovrà risarcirle per 60mila euro

di Stefano Taglione
Una donna vittima di abusi (foto di repertorio)
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Una donna vittima di abusi (foto di repertorio)

Sei anni di reclusione per il pensionato che vive in città: la più piccola delle bambine, all'epoca dei fatti, aveva sette anni. L'avvocata delle vittime: «La pena, pur esemplare, non riesce a rendere giustizia, dato che rimarrà solo sulle carte e non potrà permettere un ravvedimento del colpevole»

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LIVORNO. Avrebbe abusato di tre bambine, le nipotine acquisite, quando venivano a Livorno in vacanza a casa della nonna. Costringendo una di loro, che all’epoca aveva sette anni, a «compiere atti sessuali». Per questo, un pensionato di 87 anni che vive in città, è stato condannato in rito abbreviato a sei anni di reclusione per atti sessuali con minorenne. Gli episodi sarebbero avvenuti fra il 1998 e il 2013. Le vittime, che hanno trovato il coraggio di denunciarlo nel 2019, oggi hanno 33, 27 e 26 anni, abitano all’estero e ognuna – secondo l’accusa – non avrebbe saputo del coinvolgimento delle altre. Lo hanno appreso, trovando poi insieme la forza di querelarlo, quando una di loro ha incontrato la cugina che si è confidata sugli incubi del passato.

La sentenza

L’anziano – di cui Il Tirreno omette il nome e il cognome per non rendere identificabili le donne vittime delle violenze, assistite dall’avvocata Elena Pellegrini – è stato condannato anche a una provvisionale di 20mila euro per ciascuna delle vittime (60mila in tutto), al pagamento delle spese processuali (1.664 euro, oltre al rimborso delle spese generali, della cassa previdenza avvocati e dell’Iva) e, per lui, il giudice per le indagini preliminari Antonio Del Forno ha disposto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e da qualsiasi ufficio attinente alla tutela e alla curatela, quella legale durante la pena, la perdita del diritto agli alimenti, l’esclusione dalla successione delle persone offese, l’interdizione perpetua dagli incarichi nelle scuole e da ogni ufficio o servizio in istituzioni o in altre strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori. Quando la pena, se dovesse essere confermata nei successivi gradi di giudizio, verrà scontata – quindi quando sarà ultranovantenne – per due anni non potrà, inoltre, avvicinarsi ai luoghi frequentati prevalentemente da minori e svolgere lavori che prevedano un contatto abituale con loro. Sarà obbligato, invece, a tenere informati gli organi di polizia sulla residenza e sugli spostamenti. «Il passare del tempo e l’età del condannato – dichiara l’avvocata Pellegrini – non danno certezza della pena, che per la Costituzione il sistema penale deve essere in grado di porre in essere. Un reato punito a distanza di così tanto tempo, pur con una pena esemplare, non riesce a rendere giustizia, dato che rimarrà solo sulle carte e non potrà permettere un ravvedimento del colpevole». Per un capo di imputazione, sempre atti sessuali con minorenne, per l’ottantasettenne è stato dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione.

La testimonianza

Al Tirreno, la madre di una delle ragazze, aveva raccontato che «mia figlia ha rivelato per la prima volta degli abusi subiti nel 2019. Lo ha fatto dopo aver incontrato la cugina. Io le ho creduto subito, sono rimasta sotto choc: quest’uomo, il marito di mia madre, faceva queste cose avendo il coraggio di guardarci negli occhi. Una volta le ha dato pure i soldi. Non ho mai sospettato di nulla, anche perché non ho mai lasciato le mie figlie dormire fuori casa. E invece, proprio in casa, è successo tutto. Mia nipote, poi, mi ha detto che una mattina se lo è trovato in camera mentre lui aveva una mano nelle parti intime di lei. Le ha chiesto cosa facesse, lui si è scusato dicendo che l’aveva scambiata per sua nonna».


 

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