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Livorno accoglie 183 migranti da “Humanity 1”: 102 sono minorenni
Durante i soccorsi, i volontari della ong, hanno scoperto il cadavere di una bambina di sei mesi, sbarcato con la madre e la sorellina a Lampedusa
LIVORNO. Sono sbarcati in porto i 183 migranti salvati nel Mediterraneo centrale, al largo delle coste tunisine, dai volontari di “Sos Humanity”, la ong armatrice della nave “Humanity 1”, arrivata sul porto di Livorno poco prima delle 17 di giovedì 30 maggio. Le associazioni del terzo settore, come era avvenuto anche nell’agosto scorso con gli stessi volontari tedeschi, hanno soccorso i profughi, identificati dal personale dell’ufficio immigrazione della questura, con il vicequestore aggiunto Claudio Cappelli sul posto.
Ben 102 i minorenni al bordo, quasi tutti non accompagnati (76). Di questi si è immediatamente interessato il Comune di Livorno, mentre la prefettura labronica ha ripartito gli ospiti nei vari centri di accoglienza. Il soccorso, purtroppo, ha visto anche la scoperta del cadavere di una bambina di sei mesi, soccorsa su uno dei barconi pieni di richiedenti asilo partito da Sfax, in Tunisia. La salma, insieme alla madre e alla sorellina, è stata sbarcata a Lampedusa.
«Ho ascoltato la testimonianza di Angela Noccioni dalla “Humanity 1” – aveva spiegato nel corso della traversata di “Humanity 1” il vicecapogruppo di Alleanza Verdi Sinistra alla Camera, Marco Grimaldi – La nave si trova è davanti a Pianosa, con 183 persone a bordo di cui 102 minori (76 non accompagnati) e due donne incinte, l'ultimo soccorso è stato fatto due giorni fa a sud di Lampedusa. La nave ora viene costretta ad andare a Livorno, risalendo tutta la costa italiana, per poi rimandare metà dei minori non accompagnati a Brindisi. La maggior parte delle persone soccorse proviene dall'Africa, una ragazza proveniente dalla Guinea è scesa a Lampedusa poiché portava fra le braccia il corpo senza vita della sua bimba di sei mesi. Questa ragazza, con le sue due bambine, è rimasta tre giorni in acqua in un barchino di alluminio ed è viva solo grazie al salvataggio di un'ong tedesca, se ci fosse una missione pubblica di soccorso la sua piccola non sarebbe morta. Questa ragazza, con la figlia di tre anni, dopo un interrogatorio di polizia è stata fatta dormire la prima notte a terra nell'hot spot di Lampedusa, uno dei più affollati d’Italia. Chiedo conto al Governo di tutto questo orrore».
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