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Caso Denny, il “pugile” Hamza «pianificava un agguato all’ex moglie»

di Stefano Taglione

	Denny Magina
Denny Magina

La accusava «di averlo abbandonato»: il trentaquattrenne è in carcere, sebbene l’arresto per omicidio preterintenzionale sia stato annullato dal giudice

26 marzo 2024
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LIVORNO. «Io ho un ragazzino che conosco, gli do cinque di bianca (probabilmente cinque grammi di cocaina ndr) e lui la ferirà nel viso: mentre lui sta sul motorino e lei in macchina, le si ferma accanto e “taf”». E ancora: «Le metterò la merce (la droga ndr) nella macchina e poi chiamo la polizia».

Voleva vendicarsi con la moglie, pianificando un agguato. Il “pugile” Hamed Hamza – il trentaquattrenne tunisino indagato per omicidio preterintenzionale per la morte di Denny Magina, il ventinovenne livornese al quale avrebbe sferrato un pugno nella notte fra il 20 e il 21 agosto del 2022, facendolo cadere da una finestra al quarto piano di un alloggio popolare occupato in via Giordano Bruno, alla Guglia – così parlava, intercettato dai carabinieri, riguardo all’ex coniuge, «accusata – scrive nell’ordinanza di custodia cautelare il giudice per le indagini preliminari Mario Profeta – di averlo abbandonato e rispetto alla quale aveva programmato un vero e proprio agguato, con la complicità di altre persone che avrebbero agito mentre Hamza si sarebbe fatto trovare in un altro luogo, in modo da impedire ogni ipotesi riguardo al suo coinvolgimento».

Per Hamza, due giorni fa, il gip ha annullato l’arresto, con un’ordinanza che è già stata impugnata dal pm titolare dell’inchiesta, Giuseppe Rizzo, per la scadenza della misura cautelare. L’avvocata che lo difende è la livornese Barbara Luceri. Durante l’interrogatorio di garanzia, il trentaquattrenne, ha confermato le versioni rese nelle due precedenti occasioni in cui era stato ascoltato: ovvero di essere totalmente estraneo alla morte di Denny, di non avergli sferrato il pugno con l’anello a forma di teschio indossato a un dito come da accuse della procura. Il giovane tunisino, nonostante l’annullamento dell’ultima ordinanza di custodia cautelare in carcere, rimane comunque in cella a Lucca con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, con la misura al momento valida fino all’ottobre 2025.

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