Gioco
Attesa per la sentenza dopo la manifestazione per Fares Shgater
La Federazione anarchica livornese: «Martedì l’ultima udienza, in questi anni solo il processo per due persone, fra cui un nostro compagno»
LIVORNO. Martedì 5 marzo si terrà l’ultima udienza del processo dopo la manifestazione del 26 aprile del 2021, che «chiedeva verità e giustizia per Fares Shgater, nella foto in alto, morto a Livorno a 25 anni durante un controllo di polizia, annegato nella notte tra il 24 e 25 aprile precedente nel fosso Reale di fronte alla Fortezza Nuova. Il processo vede imputati due partecipanti alla manifestazione, tra cui un nostro compagno», scrive la Federazione anarchica livornese. Una manifestazione in cui si registrarono momenti di tensione. «Al di là di come siano andati nello specifico i fatti – spiegano la federazione – è chiaro che le politiche razziste instaurate in Italia dai Governi che si sono succeduti negli ultimi 30 anni hanno creato una situazione tale per cui un cittadino straniero rischia durante un controllo di polizia che la sua vita precipiti improvvisamente per effetto di un provvedimento di rimpatrio, di un arresto, di una detenzione in un centro di permanenza per il rimpatrio, ma anche di ricatti, vessazioni e violenze da parte degli agenti. La storia della morte di Fares è stata presto dimenticata e rimossa. L’unica cosa che sembra essere andata avanti in questi anni è il processo nei confronti di chi manifestava per far luce su una morte che aveva scosso la città. Una manifestazione che riuscì a esprimere a livello politico la rabbia che familiari, amici e connazionali di Fares provavano. La destra cittadina, confermando il proprio carattere provocatorio, organizzò con il solo scopo di alimentare le tensioni una contromanifestazione a pochi metri da dove si teneva quella per Shgater. La risposta delle istituzioni è stata però un processo ai manifestanti».
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