Gioco
In pensione Bonsignori e Zannotti: colonne dei vigili del fuoco di Livorno
Il racconto dei due pompieri che vanno in congedo: «Questo lavoro ci mancherà, adesso non ce ne rendiamo ancora conto»
LIVORNO. «In questi anni ho visto di tutto. Cose belle, come quando abbiamo salvato una ragazza dopo un incidente stradale e poi ci è venuta a trovare in caserma dicendoci che senza di noi sarebbe morta, e brutte. Ricordo, purtroppo, la morte di un operaio in porto, nella zona del varco Galvani: è rimasto schiacciato sotto un locomotore merci ed era appena stato assunto a tempo indeterminato. Era contento, quel giorno era pure il compleanno della figlia, un dramma nel dramma. Io ero lì, sono intervenuto con la mia squadra per il recupero. Non potrò mai dimenticare quei momenti».
Andrea Bonsignori, colonna dei vigili del fuoco di via Campania, dopo 33 anni in divisa va in pensione. Fine febbraio, per lui, ha rappresentato lo spartiacque professionale. Con lui, stesso tempo trascorso nei pompieri del distaccamento portuale, in congedo anche il coetaneo Paolo Zannotti. Due “angeli in divisa” che hanno trascorso quasi tutta la loro carriera a Livorno, con tappe fra Torino, Alessandria, Pisa e Piombino. Ma poi sempre qui, nella loro amata città, dove naturalmente continueranno a vivere. «Se mi mancherà questo lavoro? Sicuramente sì, mi devo abituare, anche se sono contento di smettere – prosegue Bonsignori, che di ruolo era vigile coordinatore – perché ho tante passioni alle quali mi posso finalmente dedicare a pieno, come la caccia, il mare e raccogliere i funghi. Poi ho mio padre Eugenio, che ha quasi 102 anni, e c’è da stargli dietro. L’anno scorso, per la festa, ha ricevuto pure il regalo del sindaco. Poi ho una figlia piccola, starò molto di più con la famiglia».
Fra i ricordi più belli i ringraziamenti della popolazione colpita dal terremoto «quando ci chiedeva, ad esempio, di entrare nelle case pericolanti per recuperare oggetti personali come le foto del matrimonio». «Noi – prosegue Bonsignori – incuranti del pericolo lo facevamo, perché per loro era importantissimo». Per contribuire a risollevare le situazioni post-sisma, il sessantenne, è stato inviato a Foligno, in Abruzzo e a Mirandola, in Emilia, insieme ai colleghi toscani e livornesi. Per dare una mano al prossimo, perché mai come in quei momenti ce n’era bisogno. Nell’ultimo periodo, Bonsignori, si è occupato dell’autorimessa, di organizzare i mezzi del suo turno, «ma per 30 anni – conclude – ho fatto l’autista. Non è facile lavorare tutti i giorni a contatto con la sofferenza, la sera quando torni a casa te la porti dietro, poi con il passare degli anni ci fai un po’ l’abitudine e riesci comunque ad andare avanti, tutto passa a routine».
Anche il capo reparto Zannotti, che in più da vigile del fuoco della squadra nautica degli scali Darsena ha preso parte alle operazioni post-naufragio della Costa Concordia. «Subito ci sono andati i miei colleghi sommozzatori – spiega il pompiere neopensionato – che hanno fatto un lavoro immenso, poi noi con la squadra nautica. Io sono entrato nei pompieri nell’agosto del ’91 e dopo quattro mesi a Torino, fortunatamente, mi hanno assegnato al comando labronico. Per cinque anni alla caserma di Piombino, poi nella mia città, sempre al distaccamento nautico. All’inizio ero un “generico”, senza specializzazione, poi ho preso la patente nautica con la polizia di Stato alla Spezia e mi sono specializzato. Questo lavoro un po’ mi mancherà, ma per ora mi godrò il riposo».
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