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Sequestrati 55 chili di cocaina sul porto di Livorno: tre arresti – I nomi

di Stefano Taglione

	La cocaina sequestrata
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La cocaina sequestrata

Il valore dello stupefacente 20 milioni di euro, 200.000 dosi potenziali. Il colonnello Antuofermo: «Probabile che dietro ci sia la ‘ndrangheta»

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LIVORNO. Cinquantacinque chili di cocaina nascosti in un container di derrate alimentari, fra cui banane e ananas. Ancora un maxi-sequestro di droga sul porto di Livorno, con tre arresti. La guardia di finanza del gruppo labronico – diretta dal tenente colonnello Luigi Mennella, che ha agito insieme ai funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli – ha infatti fermato in flagranza di reato tre persone che stavano recuperando il carico, probabilmente diretto a Bologna, a Milano, nel Nord-est del Paese o in Sardegna: sono il quarantacinquenne albanese Altin Stanescu e i connazionali Leonard Capa (43 anni) e Krenar Palaj, di 34.

La droga era stata confezionata in 50 panetti (200.000 dosi potenziali, 20 milioni di euro il valore sul mercato) ed era salpata dal porto ecuadoriano di Guayaquil, spesso punto di partenza delle ingenti sostanti stupefacenti dirette in Europa. «Una delle tante ipotesi è che dietro questo traffico - spiega il comandante provinciale delle fiamme gialle, Cesare Antuofermo – ci siano gli ‘ndranghetisti e mafie, atteso che la ‘ndrangheta è fra i principali player internazionali della droga».

Le fiamme gialle e i doganieri, come del resto accaduto anche in passato, sulla base di report statistici sono riusciti a intercettare il carico illecito, controllandolo e rendendosi conto che all’interno c’era la droga. E hanno atteso i “corrieri”, sorprendendoli mentre si stavano aggirando attorno al container che si trovava in Darsena Toscana dopo essere stato scaricato da una nave merci. Uno era da solo, proprio in corrispondenza del container, gli altri più defilati. Ma nessuno, per fortuna, è riuscito a scappare.

I tre – su disposizione del giudice per le indagini preliminari Marco Sacquegna – sono in carcere. Ora i finanzieri stanno cercando di ricostruire l’intera catena di approvvigionamento, per comprendere chi erano i destinatari reali della cocaina. Uno dei tre arrestati, Stanescu, risiede a Bologna. Non si esclude, quindi, che l’area di riferimento della droga fosse il Nord-Centro Italia. Ma è prematuro stabilirlo, dato l’ingente carico di stupefacenti. Quasi sicuramente la droga non era diretta in Toscana, sicuramente non a Livorno, solo porta d’ingresso – come spesso accade – del prodotto che salpa dal Sudamerica. «Il rilevante sequestro operato segna un ulteriore tassello a favore della lotta al narcotraffico sul territorio nazionale ed è il risultato di una quotidiana e sistematica attività di controllo “sul campo” di finanzieri e doganieri, svolta senza soluzione di continuità nell’importante scalo labronico, anche a tutela degli operatori e dell’utenza portuale».

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