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Porto, per le navi in arrivo scatta l’obbligo del carburante meno inquinante


	Una foto aerea del porto labronico
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Una foto aerea del porto labronico

In rada, i comandanti, dovranno utilizzare il combustibile a tenore di zolfo inferiore allo 0,1%. Lo prevede un’ordinanza della guardia costiera

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LIVORNO. Cambio obbligatorio del combustibile in rada. La capitaneria di porto, con un’ordinanza firmata il 7 febbraio dall’ammiraglio Gaetano Angora, obbliga i comandanti a utilizzare i carburanti meno inquinanti per alimentare i motori ausiliari quando entrano in porto. «Questa la risposta in termini concreti – spiegano dalla direzione marittima toscana – alle ragionevoli apprensioni dei livornesi, soprattutto di quelli che vivono più a ridosso dell’area portuale. Abbiamo ricevuto molti stimoli da parte della cittadinanza per ricercare ogni possibile soluzione tesa a ridurre il problema dell’inquinamento atmosferico».

Il fenomeno è stato già approfondito e da qualche anno in parte mitigato con la sottoscrizione del “Blue agreement”, un accordo tra enti pubblici e società di navigazione che ha rappresentato un primo importante passo in questa direzione. E viene comunque tenuto sotto controllo dalle varie campagne di monitoraggio sulla qualità dell’aria effettuate dall’Arpat su mandato del Comune e dai sistematici controlli che la guardia costiera effettua a bordo delle navi italiane e straniere, secondo le disposizioni nazionali e internazionali.

«Sebbene i dati rilevati e analizzati non abbiano fatto registrare sforamenti, la giunta comunale – spiegano dalla guardia costiera – si è fatta carico delle preoccupazioni dei cittadini e, ispirandosi ai principi di precauzione ambientale e sanitaria in relazione alla prossimità del centro città all’area portuale, ha auspicato la possibile introduzione di un’ordinanza che obbligasse il passaggio al combustibile con minore percentuale di zolfo già prima dell’ingresso in porto delle navi. La finalità è quella di ridurre le emissioni di anidride solforosa derivanti dalla combustione dei combustibili liquidi a uso marino, diminuendo gli effetti nocivi di tali emissioni per le persone e l’ambiente, secondo le previsioni già contenute nella direttiva 2016/802 dell’Unione europea».

Tutte le navi che scalano il porto di Livorno «sono già in linea con le imposizioni derivanti dalle direttive comunitarie e internazionali – sottolineano i militari – sia per quanto riguarda la tipologia di combustibile impiegato, che per gli impianti idonei ad abbattere le emissioni inquinanti, i famosi scrubber, quei grossi filtri che si installano sui camini delle navi per la pulizia dei gas di scarico dei motori. La capitaneria, in ogni caso, sempre molto attenta e sensibile ai temi della sostenibilità e della tutela ambientale, appena è stata investita di questa richiesta, basata anche sulla necessità di preservare la salute pubblica, ha dapprima effettuato tutte le verifiche tecniche ed amministrative del caso ed ha poi accertato la concreta fattibilità di emissione dell’ordinanza recependo la richiesta di sindaco e assessori».

«Tutte le navi – si legge nel provvedimento che entrerà in vigore il 19 febbraio – dovranno attivare la procedura del cambio di combustibile necessario ad alimentare gli apparati ausiliari (quelli che sono tenuti in moto durante tutta la sosta della nave all’ormeggio) all’atto dell’ingresso nella rada del porto in modo da effettuare tutte le manovre all’interno del bacino portuale con il combustibile a tenore di zolfo inferiore allo 0,1%. Allo stesso modo, in fase di partenza, tutte le navi avranno l’obbligo di utilizzare il combustibile meno inquinante fino alla completa uscita dalla rada».

In altre parole, già a circa tre miglia dal porto, vigerà il divieto di utilizzare il combustibile con la più alta percentuale di zolfo: un limite più stringente che segna il passo verso un’ulteriore diminuzione degli effetti delle emissioni, esigenza molto sentita, dicevamo, in un porto come Livorno le cui aree retroportuali sono fortemente urbanizzate. Ma l’ordinanza non si limita all’impiego del combustibile a più basso tenore di zolfo, introducendo anche specifiche procedure tese a migliorare e controllare le emissioni dei gas di scarico in atmosfera. Vengono impartiti specifici obblighi per gli equipaggi, in particolare sulle corrette attività di manutenzione di macchinari e apparati, nonché sulla periodica vigilanza della fuoriuscita dei fumi dalle ciminiere e, laddove riscontrata, delle successive azioni per individuare ed eliminare l’anomalia.

«Specifiche misure aggiuntive – prosegue la capitaneria – sono state poi introdotte per le navi passeggeri ro-ro investendo direttamente le compagnie di gestione Ism, quelle cioè deputate al sistema di gestione della sicurezza e delle politiche per la protezione dell’ambiente da parte delle navi, che si sono rivelate particolarmente favorevoli a tale tipo di iniziativa. Tutte queste società dovranno predisporre procedure operative che assicurino non solo la costante e perfetta manutenzione di valvole, pompe, iniettori, filtri, ma prevedere anche che uno o più membri dell’equipaggio svolgano un’attività continuativa di monitoraggio delle emissioni dei gas di scarico in porto per poter prontamente rilevare anomale e prolungate emissioni di fumo nero e adottare immediate misure correttive. Le operazioni di rilevazione e manutenzione dovranno essere tempestivamente annotate in apposito registro di bordo che sarà tenuto a disposizione delle autorità in caso di controlli».

Maggiori e più rigorose verifiche sono previste in caso di accertate emissioni di fumo scuro, con l’autorità marittima che potrà disporre controlli aggiuntivi nonché ulteriori campionamenti dei combustibili utilizzati con spese a carico degli armatori. «Saranno anche disposte – recita infine l’ordinanza – visite di controllo occasionali e senza preavviso per verificare che le attività manutentive siano eseguite secondo le norme e le raccomandazioni emesse dalle case costruttrici di impianti ed apparati».

«Già da tempo abbiamo preso a cuore questo problema tanto caro alla cittadinanza – spiega Angora – Ho personalmente disposto l’intensificazione delle ispezioni a bordo delle navi che scalano il porto di Livorno rendendo pubblici sul nostro sito Internet, in ottica della massima trasparenza, i risultati delle attività di controllo e campionamento che eseguiamo con l’ausilio dell’Agenzia delle dogane. E pur consapevoli che gli esiti delle nostre attività non avevano fatto emergere valori superiori ai limiti di legge, al pari delle campagne di monitoraggio effettuate dall’Arpat – prosegue il comandante del porto - abbiamo inteso prontamente raccogliere l’invito del Comune, direttamente portato alla nostra attenzione dal sindaco Luca Salvetti e dalle assessore Cepparello e Bonciani, per rispondere alle esigenze dei cittadini, preoccupati che i fumi delle navi potessero creare un rischio alla propria salute. Abbiamo, pertanto, fatto tutti gli approfondimenti di carattere tecnico ed ammnistrativo necessari per giungere a questo provvedimento per il quale, devo riconoscere, è stata dimostrata grande sensibilità anche da parte degli armatori e che ha l’obiettivo di costituire una “best practice”, non solo per il divieto di utilizzo del combustibile più inquinante già da una fascia di rispetto esterna al porto, ma soprattutto per la prevenzione di avarie e malfunzionamenti durante la permanenza all’ormeggio che nella quasi totalità dei casi rappresentano il vero motivo di potenziali inquinamenti atmosferici perché i dispositivi di depurazione potrebbero non funzionare a dovere».

«Il lavoro sui temi ambientali ci ha visto impegnati in questi cinque anni su tanti fronti – spiega il sindaco Salvetti –Tra questi, il tema dell'inquinamento legato alle emissioni navali è stato particolarmente attenzionato perché molto delicato, e oggi arriva un risultato straordinario, costruito nel corso di un anno di lavoro e di interlocuzioni con Asl, Arpat e capitaneria. Proprio la capitaneria, infatti, su richiesta del Comune (Delibera di Giunta n.803 del 2023) ha emanato oggi un'ordinanza che ordina alle navi, nel momento in cui entrano in rada, l'utilizzo di carburante allo 0,1% di tenore di zolfo. Ma non è tutto. L’ammiraglio, con la stessa ordinanza, obbliga i comandanti delle navi ad adottare una serie di misure atte ad evitare l'emissione in aria di fumo nero, richiedendo anche, pratica decisamente innovativa, di individuare tra i membri dell'equipaggio dei responsabili con il compito di vigilare sulle emissioni di fumo. Si tratta di un'ordinanza davvero importante, che migliorerà la qualità dell'aria e che anticipa l'evoluzione del quadro normativo nazionale. Ovviamente non ci fermiamo qua. Continueremo, nell'ambito del tavolo aperto con il “Blue agreement”, a promuovere il dialogo e la sinergia tra gli stakeholders, per migliorare ancora la performace ambientale del nostro porto».

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di Redazione web