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Livorno

Il funerale

Livorno apre lo stadio per salutare Stefano Mantovani: «Fedayn per sempre»

di Stefano Taglione

	L'ultimo saluto allo stadio a Stefano Mantovani (foto Franco Silvi)
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L'ultimo saluto allo stadio a Stefano Mantovani (foto Franco Silvi)

Giro di campo e sosta sotto la curva del feretro, seguito dai familiari e dai tantissimi amici

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LIVORNO. «Fedayn per sempre». L’emozionante giro di campo all’Armando Picchi e una sosta, prolungata, sotto la curva nord. Con lo striscione in suo onore, quello preparato ed esposto durante l’ultima trasferta di Grosseto, accanto al carro funebre. E i fumogeni.

Gli ultrà amaranto hanno così celebrato Stefano Mantovani, il fondatore del gruppo organizzato dei Fedayn (che ha creato insieme ad altre persone nel 1983) morto quattro giorni fa a 58 anni a Pisa, dove abitava con la compagna, che ironia della sorte è un’ex militante della curva nord dell’Arena Garibaldi, grande tifosa nerazzurra. Per questo, alla camera ardente nella città della Torre pendente, per salutarlo si era unita anche una delegazione dei tifosi pisani, amici di lunga data della donna.

Il 16 gennaio, poi, il feretro è partito alla volta dello stadio Armando Picchi, l’impianto calcistico che il cinquantottenne ha frequentato per anni seguendo la passione amaranto, che lo ha portato anche in trasferte lunghe due giorni e mezzo, come una volta in Coppa Italia contro il Lecce insieme al suo amico Giovanni Danza, che al nostro giornale qualche giorno fa ha ripercorso quei felici momenti. Ma non solo: memorabili i viaggi per vedere le partite in Sardegna, a Catania o Trapani. «Magari non andavamo dietro l’angolo, tipo a Parma – prosegue Danza – ma le trasferte più lunghe, quelle non semplici, le facevamo sempre. Per me è stato un onore essere stato amico di Stefano e di Fabio Bettinetti (un altro Fedayn al quale, tre anni fa, è stato tributato lo stesso onore del funerale allo stadio e a cui è stata intitolata la Nord ndr). Fabio, lo ricordo bene, da giovane mi parlava proprio di Stefano, che ho poi conosciuto. È stato un addio molto emozionante, purtroppo è successo tutto molto velocemente. Un ultimo saluto emotivamente forte, che mi ha fatto sentire in famiglia, perché con Mantovani ho condiviso un paragrafo importante della mia vita».

Poi, alle 14,30, c’è stata la cremazione al cimitero dei Lupi, dove i tifosi si sono riversati per concludere l’omaggio. Supporter che alle 12,30 si erano dati appuntamento allo stadio, con il giro di campo, i cori e i fumogeni. Un centinaio coloro che hanno preso parte all’omaggio, tanti in un giorno feriale. Come tre anni fa tributarono l’ultimo saluto a Fabio “Fabino” Bettinetti, l’ultrà sempre dei Fedayn al quale è intitolata la Nord. I supporter labronici, subito dopo la scomparsa di Mantovani, avevano chiesto e ottenuto direttamente dal sindaco Luca Salvetti l’apertura speciale dello stadio, avvertendo naturalmente anche la questura. A coordinare il traffico fuori dal recinto di gioco la polizia municipale, sul posto con una pattuglia. 

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