Il Tirreno

Livorno

Storia e personaggi

Dal dopoguerra a oggi, Paolo Bruciati e il cinema a Livorno

di Claudio Marmugi
Dal dopoguerra a oggi, Paolo Bruciati e il cinema a Livorno

Aneddoti e storie, l'autore e il nuovo libro: "Il lavoro nasce dal materiale raccolto diversi anni fa per un quotidiano, dove avevo iniziato a tracciare la storia dell’associazionismo cinematografico livornese"

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Livorno Come si è fruito il cinema a Livorno dal dopoguerra ad oggi? A questa domanda ha risposto in maniera esaustiva il volume di Paolo Bruciati “Tutti al cinema appassionatamente – 75 anni di associazionismo a Livorno”, edito da Sillabe, un libro fondamentale per comprendere la cultura cinematografica della nostra città che, agli albori del Novecento, fu tra le prime in Italia ad ospitare una sala cinematografica. Mercoledì 15 novembre  alle 17,30 presso i locali dell’associazione Nesi/Corea in via La Pira 11 verrà presentato il volume e oltre all’autore, interverranno vari ospiti, tra cui Flaviana Deserti, Emiliano Dominici, Luca Falorni, Enrico Pompeo e Alessio Traversi, tutti soggetti coinvolti, a vario titolo, nella storia della pellicola e dell’audiovisivo a Livorno. «Il lavoro nasce dal materiale raccolto diversi anni fa per un quotidiano, dove avevo iniziato a tracciare la storia dell’associazionismo cinematografico livornese – spiega Bruciati – Una trama fitta che si lega alla storia del cinema italiano, perché fu proprio grazie attraverso la rete dei circoli del cinema che fu divulgato e promosso, ad esempio, il Neorealismo».

Classe 1975, una laurea in filosofia con una tesi su Guy Debord, il filosofo-sociologo e cineasta francese che criticò la società dello spettacolo (considerato da molti il profeta del Sessantotto, creatore del Movimento Internazionale Situazionista), Paolo Bruciati, mette in campo un metodo d’indagine accurato e capillare che gli ha fatto fissare sulla pagina la storia e la cronaca come mai nessuno aveva fatto prima. «Sono molto importanti per me le presentazioni perché invitando a parlare i testimoni diretti cerco di mettere in risalto, con focus specifici, le varie realtà che racconto. Perché in città c’è ancora tanto fermento e molti soggetti creano ancora poli d’attenzione nazionale, come il Fi.Pi.Li Horror o l’ultimo Effetto Venezia».

Il libro, di 230 pagine, è corredato da moltissime foto, che testimoniano un’attività spasmodica e intensissima in città che va dallo Statuto del Circolo del Cinema di Livorno 1947 alle serate a tema del Nido del Cuculo che presenta la versione restaurata della "Dolce Vita" o di "Arancia Meccanica".

«Una grande soddisfazione me l’ha data aver coinvolto nel mio lavoro anche la 'Federazione italiana circoli del cinema', attiva già a Livorno nel dopoguerra, ma che poi non ha avuto più una sua rappresentanza qui da noi. Il suo presidente in carica, Marco Asunis, ha curato l’introduzione al volume».

“Tutti al cinema appassionatamente” si avvale anche di una presentazione dell’assessore alla cultura del Comune di Livorno, Simone Lenzi.

Info. L’ingresso all’incontro con Paolo Bruciati è libero.l
 

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