Gioco
Muore a 22 anni, addio Gianluca: «Eri il nostro eroe»
Livorno, il ricordo della mamma: «Era un campione». Diplomato al liceo Enriques, si stava allenando per le bocce paralimpiche
LIVORNO. In città lo conoscevano praticamente tutti. Dai compagni di classe del liceo Enriques, che lo avevano avuto insieme a loro fino all’anno scorso, a chi frequentava il centro “Volare senz’ali” di via Ascoli, la sua casa ogni pomeriggio una volta finita la scuola. È una tragedia che sconvolge tutta Livorno quella della morte di Gianluca Andreucci, scomparso ad appena 22 anni ad Antignano. Il ragazzo, disabile fin dalla nascita, è morto improvvisamente nella mattinata di sabato scorso nell’appartamento dove abitava insieme alla mamma Claudia Troiano e al fratello Enrico, mentre il padre è il commerciante Davide Andreucci.
«Mio figlio – racconta la madre – era un eroe, un guerriero, che nonostante la disabilità amava la vita e sapeva affrontarla con ironia. Con noi, pur non potendo parlare, riusciva sempre a farsi capire. Lo comprendevamo sempre: prima attraverso le immagini, poi grazie a un puntatore oculare tecnologico di cui ci siamo dotati negli ultimi due anni». Claudia, con l’Asl e la sanità toscana in generale, aveva intrapreso una dura battaglia per far avere i migliori equipaggiamenti in grado di migliorare la vita del suo «bimbone», come lo soprannominava lei. «Tutti mi dicevano che ero una madre esemplare – prosegue – e spero veramente di esserlo stata per Gianluca, che viveva in un ambiente sano. Di lui ricorderò sempre il sorriso: fra l’altro me lo dicevano tutti quando camminavamo insieme in città, ad esempio sul lungomare. Era bellissimo, come lui del resto».
Nell’ultimo periodo il ventiduenne si stava allenando insieme all’associazione “Happy Wheels” di Gianluca Citi alle bocce paralimpiche. L’obiettivo erano i giochi a cinque cerchi e lui era nella squadra labronica che puntava alla Nazionale italiana. «Era un campione – prosegue mamma Claudia – perché, come in tutto il resto, se le persone danno il 100%, lui dava costantemente il 101%». Gli allenamenti, insieme al resto del gruppo, si svolgevano alla chiesa di Sant’Agostino, dove il parroco metteva loro a disposizione una stanza. Fondamentale, per la sua vita, l’educatore livornese Edoardo Ghezzani, «che gli aveva insegnato anche a giocare alla X-Box – sottolinea la madre – e passava molte ore al computer. Per lui ha rappresentato un faro».
Fra le sue grandi passioni anche la musica. Ogni genere, ne andava pazzo Gianluca. «Quando ascoltava Tiziano Ferro gli si illuminavano gli occhi – rivela Claudia – ma gli piacevano molto anche Vasco Rossi e Jovanotti. Io e mio figlio avevamo un bellissimo rapporto. Ricordo che prima di acquistare il puntatore oculare ci diceva cosa voleva attraverso le immagini. Noi, ad esempio, per merenda gli facevamo vedere una serie di foto con del cibo e se lui voleva il gelato puntava gli occhi su quello e noi lo andavamo a prendere in frigo. In ogni caso, di sì o di no, lui lo ha sempre detto. E poi noi, conoscendolo benissimo, lo comprendevamo sempre. Anche se non parlava per noi non è mai stato un segreto».
«La sua presenza e il suo sorriso – così lo ricorda Ghezzani – sono stati per tutti coloro che lo hanno conosciuto una fonte di forza e felicità. Gianluca, senza bisogno di parole, riusciva a farsi capire e a far arrivare il suo affetto agli altri in modo spesso travolgente. La sua determinazione e la cura della famiglia lo hanno sempre impegnato nei progetti di “Volare senz’ali” e “Happy Wheels”, realtà queste in cui si sentiva a casa e dove riusciva sempre a portare la sua energia positiva. Da un anno giocava ogni settimana alla boccia paralimpica, sport che poteva praticare grazie a un apposito caschetto. È stato per tutti un ragazzo straordinario, in grado con un semplice suo bacio lanciato, di cambiare totalmente la giornata a un proprio caro. Resterà un esempio di come, alle difficoltà si possa reagire con il sorriso e la voglia di fare e imparare». «Da quest’anno – aggiunge Citi, il presidente di “Happy Wheels” – faceva parte della nostra associazione e grazie alle lotterie avevamo comprato anche una rampa per giocare alle bocce olimpiche che avevamo acquistato anche per lui. Era molto bravo in questo sport, stava imparando molto bene».
Per un ultimo saluto a Gianluca parenti e amici si troveranno lunedì 6 novembre alla chiesa di Santa Lucia alle 10.30 per la cerimonia funebre.
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