Il Tirreno

Livorno

L’operazione

Cinquantenne livornese arrestato dopo una bancarotta in Germania


	Una volante della polizia di Stato (foto d'archivio)
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Una volante della polizia di Stato (foto d'archivio)

La Squadra mobile lo ha portato alle Sughere dopo un mandato di arresto internazionale. Lo ha trovato in chiesa a Stagno

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LIVORNO. In Germania è stato «condannato per i reati di appropriazione indebita, bancarotta fraudolenta, truffa, falsificazione di documenti e insolvenza fraudolenta». Per questo, un cinquantenne livornese, è stato trasferito in carcere. Settantasette – secondo la polizia – le imputazioni complessive nei suoi confronti, con gli illeciti penale che sarebbero stati commessi nella città tedesca di Ulm dall’agosto del 2017 all’aprile del 2021.

Il giorno precedente, il servizio per la cooperazione internazionale di polizia, aveva comunicato che «a carico del cinquantenne era pendente un mandato di arresto europeo da parte della Germania, poiché la condanna alla pena di due anni e mezzo di carcere era divenuta definitiva». Subito gli investigatori della Squadra mobile si sono attivati nelle ricerche, rintracciandolo nei pressi della chiesa di Stagno. L’uomo si trova quindi alle Sughere, dove deve scontare 592 giorni di detenzione. «Infatti, dopo l’arresto in Germania – prosegue la questura – aveva già scontato lì un periodo di cosiddetto “pre-sofferto”, per poi rifugiarsi in Italia, dove l’anno scorso gli investigatori livornesi lo avevano già arrestato in esecuzione di un analogo mandato di arresto europeo tedesco, ma gli erano state applicate misure cautelari minori». Ora che la condanna è divenuta definitiva, si sono aperte per lui le porte del carcere.

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