Il Tirreno

Livorno

Teatri d’autunno

Al Grattacielo di Livorno va in scena “Sputo”, l’antimonologo che fa crescere

di Simone Fulciniti
Al Grattacielo di Livorno va in scena “Sputo”, l’antimonologo che fa crescere

Protagonista Elena De Carolis: lo spettacolo nasce dall'incontro dell'attrice con la regista a Cuba nel 2021

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Livorno Teatro, cinema e un workshop di drammaturgia, saranno gli assoluti protagonisti del terzo fine settimana dedicato al Festival “Teatri d’Autunno” di scena al Centro Artistico Il Grattacielo”, sotto la direzione artistica di Eleonora Zacchi. Sviluppato sulla tematica del "Sostenibile".

Il clou è rappresentato senza dubbi dallo spettacolo “Sputo” venerdì 3 novembre alle 21,15, scritto e diretto da Manuela Cherubini, con Elena De Carolis, prodotto da Agave teatro, e finalista al premio Dante Cappelletti 2022.

«Lo spettacolo - spiega la regista - nasce dall’incontro tra me ed Elena De Carolis, avvenuto nel 2021 a Cuba, in occasione di un progetto formativo dove entrambe eravamo state chiamate a fare tutoraggio nei confronti di giovani artisti e artiste cubani. Ci siamo conosciute, piaciute ed è subito scattata l’idea di fare qualcosa insieme. Sputo arriva abbastanza spontaneamente, dall’esigenza di una di noi due di attraversare in modo artistico un’esperienza negativa, che tante di noi hanno subito; di attraversarla attraverso la propria arte, metterla a disposizione degli altri e farne un racconto in cui altri e altre possano identificarsi. La necessità di sputare qualcosa, che non si vuole mandar giù. Nella scrittura è anche un omaggio: il titolo, infatti, si rifà al magnifico testo di Carla Lonzi "Sputiamo su Hegel", ma richiama anche al gesto fisiologico, l’esigenza, come detto, di non mandare giù certe cose, e trovare il modo per respingerle da sé, allontanarle. Ed è venuto fuori un monologo “bastardo”, l’antimonologo, pieno di voci diverse che non sempre sono in accordo fra loro, ma che cercano di capire di crescere, di imparare qualcosa».

La trama: Nina, la protagonista, è in cerca del movimento che le ha permesso di sopravvivere all’orrido in cui è precipitata, come capita a tante, e dal quale è riemersa senza sapere come. La sua ricerca è guidata dall’istinto e procede per incontri con persone, libri, film, documentari sugli animali, agiografie di santi, studi di anatomia, psicanalisi e fisica.

Il cinema è una delle linee guida per attraversare la babele di Sputo. «Il lavoro- aggiunge De Carolis - nasce dall’esperienza di diverse donne, esperienze personali mie e di Manuela che si mischiano a quelle di altre. E parla dell’apprendistato di una giovane donna nell’arte di sputare. Una giovane donna nella quale credo si possano rispecchiare non solo le donne».

Lo spettacolo sarà anticipato (alle 19,30) da un talk “Semi di drammaturgia”, con la stessa Manuela Cherubini: l’antipasto del workshop omonimo che la stessa Cherubini terrà nei giorni successivi.

Domenica 5 novembre sempre al Grattacielo alle 21.15 verrà proiettato il film “Celluloide”, un docu-drama di Carlo Lizzani.

Info. Per le info www.ilgrattacielo.it l


 

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