Il Tirreno

Livorno

L’omaggio-provocazione

Livorno, i “No Cubone” regalano al sindaco l’olio raccolto nel terreno della discordia

Livorno, i “No Cubone” regalano al sindaco l’olio raccolto nel terreno della discordia

Il Comitato contro la cementificazione di via San Marino e l’omaggio a Salvetti, Cepparello e Viviani: stop al progetto

2 MINUTI DI LETTURA





Livorno “Durante il consiglio comunale, abbiamo chiamato il sindaco e gli abbiamo consegnato 3 bottiglie di olio da 250ml che abbiamo prodotto esclusivamente con le olive raccolte nell’area verde di via San Marino dove ci sono una trentina di alberi di olivo. La bottiglia  riporta sull’etichetta: Olio extra vergine di oliva No Cubone - effetti  benefici garantiti, un cucchiaino al giorno leva il cemento di torno”, Il Comitato No Cubone, quello che si batte contro la cementificazione di via San Marino, alla Scopaia, consegna a Luca Salvetti tre bottiglie. 

“Un omaggio al sindaco a dimostrazione del valore del terreno verde su cui vuole colare cemento. Le altre due bottiglie le abbiamo inviate, per mano del sindaco, alle assessore  Giovanna Cepparello e Silvia Viviani”, continuano e spiegano.

“Cepparello, infatti, che dovrebbe essere a guardia dell’ambiente, per la tutela del suolo, dell’aria e per la mitigazione del rischio idrogeologico,  non si è opposta al progetto di cementificare un’area verde consumando suolo vergine per di più a ridosso del rio “Felciao”  con tutti i rischi che l’impermeabilizzazione del suolo comporta riguardo all’aumento della pericolosità alluvione per gli abitanti di via San Marino. Dopo l’alluvione del 2017 dove sono morte 8 persone non si dovrebbe nemmeno pensare di mettere in pericolo, anche solo psicologico, le persone che abitano vicino ad un rio, normalmente innocuo ma che ha già dimostrato quanto può diventare mostruoso - e ancora – L’omaggio a Viviani è invece per la grande visione urbanistica della città che, in questo caso, prevede di cementificare un’area verde e riportare a verde un’altra area pubblica già cementificata a poche centinaia di  metri di distanza, nello stesso quartiere della Scopaia: le ex serre Labrogarden”.

Il comitato chiude: “Ma il sindaco, alla consegna dell’olio, ci ha risposto soavemente che questa produzione sarà la prima di una lunga serie perché gli olivi, verranno semplicemente spostati. Come fossero bandierine?  Aggiungiamo noi. Il sindaco ha mai sentito parlare dell’ eco-sistema natura? Parliamo infine di denaro pubblico. Quanto costerà alla collettività desigillare il suolo alle ex-serre Labrogarden per piantarci alberelli che forse diventeranno alberi tra venti o trenta anni? Quanto pagheremo per la creazione di un parco, tra la ferrovia e la variante, che poi sarà fruibile solo dagli acquirenti delle villette da edificare sul terreno adiacente? In via San Marino verrà eliminata la vegetazione esistente, gli olivi verranno espiantati e chissà se sopravviveranno. Chi ci ridà i benefici ecosistemici dell’area verde, un’oasi di pace dove si raccolgono olive, mele cotogne, si sentono cantare gli uccelli, si va a camminare?  Tutti costi inutili per le tasche dei cittadini ma che servono ad arricchire i soliti noti: proprietari di terreni, imprese edili e società sportive”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web