Gioco
Giocatore colpito nel match Pielle-Herons, la società biancoblu: «Gesto non giustificabile»
Il presidente Farneti: «Sono dispiaciuto, ho già parlato con il presidente di Montecatini». Galdieri: «Siamo per il rispetto dei valori dello sport»
LIVORNO. «Nessuna tensione agonistica può giustificare reazioni scomposte che rischiano di far passare un messaggio sbagliato ai tantissimi ragazzi e ragazze presenti al palazzetto. Il nostro è uno sport duro, ma corretto, e deve sempre rimanere nel campo da gioco. Noi abbiamo il compito di promuovere, con i tanti tifosi che ogni domenica affollano il PalaMacchia, i valori, la passione e lo spettacolo della pallacanestro. La Pielle non ha nel suo Dna la cultura dell’odio per l’avversario».
Con una nota la società biancoblu stigmatizza quanto accaduto durante il match contro Herons Montecatini, valido per i quarti di finale di Supercoppa Serie B, con un tifoso che dal parterre avrebbe colpito un giocatore avversario, l’argentino Adrian Chiera, temporaneamente fino fuori campo davanti al supporter livornese.
Il presidente della società, Francesco Farneti, prosegue: «Ribadisco la mia vicinanza e dispiacere per gli avvenimenti di mercoledì sera, al presidente Luchi e al giocatore convolto nei fatti, come già espresso in forma privata, nella giornata di giovedì 14. Accettiamo le decisioni del giudice sportivo, che ritengo eque ed equilibrate». Il consigliere Mario Galdieri, avvocato livornese che siede nel Cda, conferma come «da sempre la Pielle, dal settore giovanile alla prima squadra, antepone la promozione e il rispetto dei valori dello sport al risultato. Con il consiglio analizzeremo a freddo i fatti e prenderemo le misure necessarie; fermo restando che la società non consente né si presta, al contempo, a strumentalizzazioni di sorta dei fatti accaduti».
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