Gioco
Gettano l’ancora e vanno via: due barche alla deriva all’isola di Capraia
Livorno: la guardia costiera è riuscita a recuperarle a miglia di distanza. Uno dei due diportisti pensava che qualcuno gliel’avesse rubata
CAPRAIA. Nella tarda serata di sabato 12 agosto, quasi a mezzanotte, è arrivata una strana segnalazione alla capitaneria di porto di Livorno: una barca in transito al largo di Capraia con luci fioche sottocoperta e senza nessuno all’interno. Si trovava a circa un miglio e mezzo dal faro di punta del Ferraione e il battello veloce “GC B136” della guardia costiera è partito subito dal porto di Livorno.
«I militari, intercettata l’imbarcazione, un 15 metri di bandiera francese – spiegano dalla direzione marittima della Toscana – la affiancavano per appurare la presenza di persone a bordo, senza tuttavia trovare nessuno. La zattera di salvataggio era al proprio posto, ma una rapida ispezione in coperta faceva scorgere all’occhio esperto dei militari l’ancora prodiera calata e appennellata, segno evidente che l’imbarcazione era stata male ancorata nei pressi dell’isola e che, con ogni probabilità, era stata trascinata al largo dalle forti correnti dirette verso i quadranti orientali. Le successive verifiche hanno consentito infatti di accertare che i proprietari, due coniugi italiani della provincia di Lodi, erano a bordo di un’altra imbarcazione ormeggiata nella baia di Porto Vecchio e non si erano per nulla accorti che la propria unità era stata trascinata alla deriva».
Neanche il tempo di restituire la barca ai proprietari che un’analoga segnalazione è giunta alla sala operativa livornese. Stavolta era un diportista a segnalare che la propria imbarcazione era stata portata via da sconosciuti. Riferiva di essere anche lui nella baia di Porto Vecchio dell’isola di Capraia e di aver ancorato la propria imbarcazione lasciandola incustodita un paio d’ore prima per un drink sulla barca di altri amici.
Dall’ufficio locale marittimo, soprattutto per la dinamica descritta e il luogo di stazionamento riferito, escludevano potesse trattarsi di un furto, riconducendo fin da subito, che anche in questa circostanza la causa dell’allontanamento dell’imbarcazione poteva dipendere dalle cattive modalità di ancoraggio e da vento e correnti che spingevano verso il largo. E infatti, con l’ausilio dei radar in dotazione, sono stati intercettati due “bersagli” a circa due miglia, uno dei quali si rivelava essere proprio il motoscafo “Folgore”, che i due turisti romani non avevano più trovato dove l’avevano precedentemente ancorata.
Accompagnati a bordo, dopo il grande spavento per la perdita della barca, i due diportisti decidevano di ormeggiare in porto e trascorrere lì la notte.
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