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L’Agenzia delle Dogane: «Sequestrati 367 chili di cocaina nel 2022, Livorno crocevia del narcotraffico»


	I funzionari mentre stanno per aprire un container sbarcato da una nave
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I funzionari mentre stanno per aprire un container sbarcato da una nave

Il bilancio dell’ente fra droga trovata nei container sbarcati dalle navi e attività a tutela del “made in Italy”

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LIVORNO. Sequestri di cocaina e tutela del “made in Italy”. Sono i binari lungo i quali si è mossa nel corso del 2022 l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Livorno, che ha fatto un resoconto dell’attività dell’anno scorso. «Sono stati 9.935 i controlli (9.553 in ambito doganale e 382 in ambito accise) – spiegano dall’ente – dei quali 1.803 fisici allo sdoganamento e 4.468 documentali, nonché 1.241 scanner che hanno portato a importanti risultati. In particolare, alle importazioni, sono stati realizzati sequestri nel settore della lotta alla contraffazione e della tutela del “Made in Italy” con circa duemila articoli tra capi di abbigliamento, vasellame e materiale sanitario riconducibili a noti marchi risultati essere contraffatti o con fallace indicazione di origine italiana».

«Significativi – proseguono dall’Agenzia – i sequestri in materia di sicurezza dei prodotti, in particolare quelli in ambito alimentare, con il sequestro di 22.250 chili di “Teff”, un cereale di provenienza etiope contaminato con pesticidi, di 3.060 chili di miele industriale dichiarato “millefiori” e di 126.380 chili di mangimi per animali sprovvisti delle necessarie certificazioni sanitarie. Di rilievo anche i dati relativi al sequestro di sostanze stupefacenti per un totale di 367 chili di cocaina che confermano quanto il porto di Livorno sia un importante crocevia del narcotraffico. Notevoli i procedimenti penali intrapresi in materia di contrabbando aggravato dal falso per sottofatturazione nell’importazione di borse e roulotte che hanno portato al recupero dei maggiori diritti accertati per quasi 113.000 euro e in materia di contrabbando aggravato per errata classifica doganale con l’accertamento di circa 51.000 euro di diritti evasi».

Di notevole importanza anche «il fenomeno delle esportazioni di rifiuti che ha portato al sequestro di 20.180 chili di indumenti usati, di 54.110 chili di cuoio conciato contenente cromo oltre a circa 200 articoli, per la maggior parte rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche come televisori, computer e telefoni cellulari. Sul piano amministrativo si segnalano gli oltre 18 milioni di euro di maggiori diritti accertati e garantiti all’erario. Non ultimo l’aspetto riguardante il sostegno alle imprese e in generale al tessuto economico livornese con il riconoscimento di rimborsi per circa otto milioni di euro distribuiti attraverso i 972 provvedimenti emanati e con il rilascio di circa 400 nuove licenze e 300 registri fiscali».

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