Il Tirreno

Livorno

Guardia di finanza

Contrabbando: cinque arresti – A Livorno un carico da 603 chili di tabacco


	Un finanziere mentre ispeziona un container 
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Un finanziere mentre ispeziona un container 

L’indagine è stata coordinata dalla procura europea e da quella di Genova. Coinvolti cinque stranieri

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LIVORNO. Un’organizzazione criminale che importava tabacco di contrabbando, con un carico di 603 chili sbarcato anche a Livorno nell’ottobre del 2020. «La guardia di finanza di Genova – si legge in una nota – su ordine del procuratore europeo delegato di Torino ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip nei confronti di cinque persone di origine nordafricana. Per un ulteriore componente del gruppo criminale, destinatario di un mandato di arresto europeo, è stato arrestato in Francia dalla Brigata nazionale francese per la ricerca dei fuggitivi».

«Gli arrestati – spiegano le fiamme gialle – sono accusati di aver formato un’associazione per delinquere allo scopo di importare dalla Tunisia in Italia ingenti quantitativi di sigarette in contrabbando da collocare sul mercato nero italiano e francese. Le indagini sviluppate dalla guardia di finanza di Genova, sotto l’iniziale coordinamento della procura di Genova e successivamente della procura europea, hanno dimostrato come gli arrestati agissero secondo un collaudato sistema: un’impresa tunisina gestita dal gruppo criminale spediva in Italia container di generi alimentari tipici del Paese nordafricano, simulando operazioni commerciali con imprese italiane, talvolta compiacenti, in quanto controllate dagli stessi membri dell’organizzazione, talvolta all’oscuro dell’esistenza dell’operazione; all’interno dei generi alimentari spediti, veniva occultato un carico di sigarette di peso variabile tra i 500 ed i 700 chili; una volta che il carico giungeva in Italia, altri membri dell’organizzazione si occupavano delle operazioni di sdoganamento, che venivano effettuate anche sulla base di documentazione doganale e commerciale falsa, traendo così in inganno gli spedizionieri incaricati delle pratiche doganali ed i funzionari delle Dogane; portate a termine le operazioni doganali, la merce veniva stoccata presso un magazzino nel nord Italia, dove altri membri dell’organizzazione criminale provvedevano a prelevare il carico di sigarette occultato all’interno dei generi alimentari. Alcuni carichi, giunti in porti italiani, venivano inviati via terra in Costa Azzurra, contando sull’appoggio di un sodale residente a Nizza in grado di gestire il ritiro e lo stoccaggio della merce; quindi il gruppo criminale procedeva alla distribuzione del tabacco sul mercato nero italiano e francese. In alcuni casi l’organizzazione spediva in Italia anche sigarette contraffatte».

È quanto riscontrato in occasione di un sequestro operato nel mese di agosto 2020 nel porto di Genova, quando furono rinvenuti all’interno di un carico di chamia e di harissa, 798 chili di sigarette di cui 422 chili contraffatte. Un ulteriore sequestro è stato eseguito dalla finanza nel porto di Livorno nel mese di ottobre del 2020. In quella occasione vennero individuati 603 chili di sigarette nascoste tra diverse scatole di dolciumi tipici della Tunisia. Le indagini - che si sono avvalse anche della collaborazione dell’ufficio “Eppo” in Francia e dell’Agenzia per le Dogane di Nizza - hanno inoltre consentito di ricondurre alla stessa organizzazione un carico di tabacco sequestrato nel 2019 in provincia di Verona. In quel caso i finanzieri trovarono 450 chili di sigarette all’interno di alcuni bancali di bibite utilizzate come carico di copertura.

Il danno economico al bilancio nazionale e al bilancio dell’UE è valutato in circa 450.000 euro, ma si stima che i numerosi traffici illeciti di tabacco perpetrati nel tempo dall’organizzazione criminale abbiano causato danni più ingenti agli interessi finanziari dell’Unione europea. La procura europea precisa che le ipotesi investigative delineate sono state formulate nel rispetto del principio della presunzione d’innocenza delle persone sottoposte ad indagini e che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

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di Redazione web