Gioco
Livorno, volontari aggrediti da una donna per aver lasciato l’ambulanza in strada in un soccorso
accaduto in via della Lecceta. I soccorritori della Misericordia di via Verdi stavano assistendo un’anziana e uno di loro è stato colpito con uno schiaffo a una mano. «Ci hai insultato anche urlandoci cretini e bastardi»
LIVORNO. Avrebbe preso a schiaffi, colpendolo su una mano, un volontario della Misericordia di via Verdi che insieme alla sua squadra stava soccorrendo un’anziana. Il motivo? L’ambulanza ostruiva il passaggio alla sua macchina. Il racconto è di un soccorritore della confraternita del centro, Alessandro Landi, e tutto sarebbe accaduto il 21 dicembre scorso. «Scrivo a te che mercoledì 21 dicembre ci hai aggrediti in via della Lecceta a Livorno – si legge – solo perché il nostro mezzo di soccorso ha ostruito il tuo passaggio. Non so dove dovevi andare o cosa dovevi fare, ma io insieme alla mia squadra stavo soccorrendo una persona anziana che hai spaventato con le tue inutili urla. Sappi che soccorrere e servire è una cosa delicatissima e solo donare un sorriso e una carezza può essere determinante in un intervento. Forse, visto l'abbigliamento dovevi andare a teatro o a cantare in chiesa, o forse rientravi da una serata trascorsa in compagnia, ti ricordo che la squadra che hai offeso trattandola da: incompetenti, cretini, schifosi, bastardi, le hai chiesto addirittura di chiederti scusa, aveva nelle sue mani la custodia di una anziana che andava protetta e accudita, che poteva essere la nostra nonna o tua madre e che affidava a noi volontari la sua persona».
Landi non esclude di denunciare la donna. «Chi si dovrebbe vergognare? Sappi che forse agiremo per via legali anche se non sappiamo chi sei, i tuoi amici adulti hanno anche abilmente ripreso con il tuo telefono tutta la scena, ma la cosa non ci spaventa assolutamente. Ti sei addirittura permessa di darmi uno schiaffo su una mano compromettendo una delicatissima situazione che per fortuna non è sfuggita al nostro controllo. Ricordati che la cosa più importante non sei stata te e i tuoi amici, ma la persona che avevamo da accudire. Sono disposto ad ascoltarti e perdonarti, ma ricordati che offendendoci ci hai feriti ma non abbattuti, anzi saremo più forti di prima e consapevoli che se avrai bisogno del nostro aiuto saremo disponibili verso di te come lo siamo in qualsiasi occasione. Puoi rivolgerti in associazione (Misericordia di Livorno), sono il primo a sinistra (nella foto dell’articolo ndr) con il gilet giallo ciano. Saluto te e i tuoi amici tutti sui 60 anni, che con aspetto distinto e adulto si sono permessi di fare tutto ciò».
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