Gioco
Pulciné toglie l’insegna della pizzeria: «Ce lo ha imposto il Comune»
Livorno, la scritta non era autorizzata: «Siamo sopravvissuti al Covid e se ci crediamo ancora è solo grazie ai nostri clienti e al nostro team che ci crede quanto noi e ci sostiene da sempre»
LIVORNO. «È con gradissimo rammarico e davvero molto affranti che vi comunichiamo che oggi, sotto il periodo natalizio, il Comune ci ha forzatamente fatto rimuovere la nostra insegna, nonostante avessimo più volte chiesto mediazioni. Certo, un’insegna non autorizzata. E qualcuno si potrebbe chiedere perché?. Perché la nostra richiesta è stata respinta per il vincolo paesaggistico. E qui, secondo noi, casca l’asino. Non solo non abbiamo ricevuto motivazione oggettiva del diniego, ma francamente riteniamo che nel nostro contesto, nell’edificio della nostra attività non ci sia alcun tipo di deturpazione dell’ambiente e del paesaggio. Anzi, forse un po’ di parte, possiamo asserire che portasse migliorie alla facciata del palazzo».
A parlare sono i responsabili della pizzeria “Pulciné” di viale Italia, vicino alla Terrazza Mascagni: «Siamo al primo piano di un palazzo fatiscente – spiegano – e abbiamo lavorato sempre per avere maggiore visibilità possibile, raggiungendo oltre 50.000 visualizzazioni su Google mensili e oltre 1.0000 “followers”. Abbiamo raggiunto grandissimi risultati, suscitando tanto interesse nazionale e internazionale, offrendo un prodotto innovativo e dettagliato. Abbiamo riportato alla luce un punto storico della città dando un valore aggiunto al lungomare di Livorno, ma tutto questo non conta».
«Non conta essere sopravvissuti a due anni di Covid con chiusure ridicole (a pranzo no, ma a cena sì ad esempio) – proseguono i titolari – Non conta aver dovuto fare i conti con gli aumenti delle materie prime, prima per la guerra e poi per speculazione, mettendocela tutta per non abbassare la qualità. Non conta aver dovuto affrontare la crisi energetica affrontandola tutt’oggi. Non conta provare a rimanere aperti, favorendo assunzione di giovani. Non conta più nulla. Contano le leggi senza logica e buon senso. Ci auguriamo con tutto il cuore, che questa azione del Comune, non porti a una drastica penalizzazione del nostro lavoro, perché dopo tutto ciò che vi abbiamo elencato, non crediamo di aver la forza per affrontarlo. Abbiamo lavorato con ottimismo, estrema passione e cura. Ci abbiamo sempre creduto. Se ci crediamo ancora, è solo grazie ai nostri clienti e al nostro team che ci crede quanto noi e ci sostiene da sempre. Per tutto il resto non dobbiamo ringraziare nessuno. Nessuno che dal Comune, dall’ufficio edilizia privata Livorno, dall’ufficio del Presidente della Repubblica (visto che abbiamo fatto ricorso) abbia mai avuto gesti di collaborazione reale, e di applicazione di buon senso delle norme facendo un’eccezione, non tanto perché volessimo un trattamento preferenziale, ma perché vista la struttura, visto il primo piano e data la grandezza del locale e vista la nostra insegna (che sicuramente non deturpa il paesaggio come molte altre insegne che vediamo applicate su palazzi storici con colori estremamente impattanti) riteniamo che ci fosse oggettivamente margine per rilasciare l’autorizzazione».
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