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Livorno

La decisione

I volti dei condannati per femminicidio in mostra al tribunale: dietrofront dopo le polemiche

Stefano Taglione

	I pannelli vuoti all'ingresso del tribunale
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I pannelli vuoti all'ingresso del tribunale

Livorno: il presidente del tribunale Luciano Costantini ha fatto rimuovere le fotografie dei condannati dopo le proteste della Camera penale. Gli organizzatori: «Decisione emotiva e sbagliata»

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LIVORNO. Nemmeno 24 ore. Tanto è durata la mostra contro la violenza sulle donne inaugurata venerdì scorso nell’atrio del tribunale penale. I dieci volti di chi si è macchiato dei femminicidi, esposti all’ingresso del palazzo di giustizia, avevano sollevato veementi polemiche da parte di molti avvocati (su tutti quelli della Camera penale) ma anche di alcuni pubblici ministeri. E nella mattinata del 19 novembre il presidente del tribunale Luciano Costantini, che prima aveva autorizzato l’iniziativa, ora ha fatto marcia indietro facendo rimuovere l’installazione da un dirigente. Il giudice, in città dallo scorso febbraio, ha deciso di non parlare al Tirreno per non alimentare ulteriori polemiche. Ma la sensazione è quella che abbia sottovalutato l’impatto dei volti degli assassini in bella mostra in quel punto del palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino.

La mostra

La mostra dell’artista cinquantunenne di Collesalvetti Alessandro Fruzzetti – organizzata dalla Camera civile di Livorno e dal comitato pari opportunità dell’Ordine provinciale degli avvocati – è divisa in due percorsi: il primo al tribunale civile intitolato “Il (dis)valore delle donne” in cui sono esposte pubblicità sessiste e il secondo al penale di via Falcone e Borsellino dal titolo “Padroni”, con i volti di chi si è macchiato dei femminicidi (alcuni degli assassini sono morti, mentre chi è vivo «è stato condannato in via definitiva», ha spiegato l’artista al Tirreno). È quest’ultima ad aver provocato una vera e propria bufera, con la presidente della Camera penale di Livorno che ha parlato di un’esposizione «che invoca la legge del taglione».

Il dietrofront

Così in meno di 24 ore la mostra – solo quella al tribunale penale – è stata revocata. Al posto delle foto degli assassini i pannelli vuoti. Sabato 19, il tribunale, era deserta. Quindi se ne sono accorti in pochi. Qualche ora prima, nella serata del 18 novembre, c’era stata una comunicazione informale fra il presidente Costantini e gli organizzatori, che comunque si dicono «Stupiti». «Credo che sia stata presa una decisione con troppa emotività – spiega Nicola Sodano, il presidente del comitato per le pari opportunità dell’Ordine degli avvocati – e fretta. Autorizzare e revocare una mostra in tribunale credo che sia sbagliato e non so quale messaggio passerà dopo questa presa di posizione in tema di violenza contro le donne. È una decisione che rischia di toccare ben altre sensibilità e anche altri aspetti del diritto, perché qui parliamo di arte e la nostra intenzione era lanciare un messaggio forte per risvegliare le coscienze sul fenomeno del femminicidio».

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di Redazione web