Toscana
Sparano contro un’auto e si schiantano su un palo: in quattro vivi per miracolo a Shangai
Livorno: inseguimento fra due macchine. La prima aveva a bordo tre nomadi, due dei quali fuggiti, l’altra uno straniero (la vittima). Volevano fargliela pagare per contrasti avvenuti in passato
LIVORNO. Volevano fargliela pagare per alcuni contrasti avvenuti in passato. Spaventarlo, forse senza ucciderlo. Ma la conseguenza è stata una serata di follia che a Livorno, per fortuna, ultimamente ha ben pochi precedenti. Terrore in via Cestoni, nel rione di Shangai, dove un’auto in transito al culmine di un inseguimento sarebbe stata colpita da almeno un colpo di pistola che ha trapassato il vetro posteriore finendo nell’abitacolo. Si tratta di una Bmw grigia, modello 320d e di grossa cilindrata. Al volante, unico occupante, un cittadino marocchino – residente in città – vivo per miracolo. Sull’altra macchina, un’Audi dalla quale sarebbe partito il proiettile ed è stato avviato il pericolosissimo inseguimento, tre nomadi. Sentiti i colpi la vittima ha accelerato scappando. Mentre gli altri si sono schiantati poco più avanti, contro un palo della luce a poca distanza da dove si trovava il cittadino nordafricano che in quel momento si stava spostando sulla Bmw.
COSA SAPPIAMO
La macchina dalla quale sono partiti i colpi d’arma da fuoco aveva a bordo tre persone di origine nomade e dopo l’impatto è stata circondata dal fumo, uscito fuori dal vano del motore (non c’è stato un vero e proprio incendio). Un ragazzo di appena 13 anni, che secondo le prime informazioni sarebbe stato uno dei passeggeri seduti sui sedili posteriori, a differenza degli altri due non è riuscito a scappare ed è stato portato in ospedale con un’ambulanza della Misericordia di via Verdi, con a bordo il medico del 118. Gli altri, lasciandolo nella coltre di fumo, sono fuggiti facendo perdere le loro tracce e sono stati poi individuati in ospedale, dove nel frattempo si erano recati per le cure. La vittima conosceva i tre nomadi, che vivono in città. Con loro, in passato, avrebbe avuto dei contrasti. Presentando anche una denuncia. Lo ha raccontato lui stesso agli inquirenti, intervenuti dopo le numerose chiamate al 112. Il primo a telefonare alla centrale unica di emergenza è stato proprio il nordafricano. Sul posto, dopo l’allarme, sono intervenuti la polizia di Stato (con volanti, Squadra mobile e scientifica), carabinieri, guardia di finanza e municipale. Nessuno dei mezzi coinvolti è risultato rubato.
LE INDAGINI
La polizia di Stato – che procede nelle indagini – sta cercando di capire i motivi della sparatoria, con il funzionario di turno in questura (e dirigente della Squadra mobile) Giuseppe Lodeserto, intervenuto personalmente sul posto, supportando i colleghi che stavano facendo i rilievi. La pubblico ministero Antonella Tenerani, di turno in procura, potrebbe aprire un fascicolo per tentato omicidio. Sfiorata dalla sparatoria anche un autobus di Autolinee toscane che in quel momento stava transitando lungo via Filzi, ma nessuno per fortuna è rimasto ferito, né si sono verificati danni alla carrozzeria.
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