Gioco
Piercarmine Sica nuovo comandante provinciale dei carabinieri di Livorno
Le prime parole del colonnello: «L’ascolto dei cittadini è il nostro obiettivo e a loro chiediamo collaborazione»
LIVORNO. Torinese, con un recente passato a capo del nucleo operativo dei carabinieri di Catania, in Sicilia. Otto compagnie, un territorio complesso, «un’esperienza difficile e al tempo stesso entusiasmante». Il colonnello Piercarmine Sante Sica è il nuovo comandante provinciale dei carabinieri di Livorno. «Parlare oggi, nell’anniversario dell’omicidio del generale Carlo Alberto dalla Chiesa – così esordisce incontrando i giornalisti – è molto toccante, perché parliamo di un esempio che non va mai dimenticato. Ringrazio i quotidiani, i centri commerciali e tutte le realtà cittadine come gli enti pubblici perché in occasione di questa ricorrenza ci hanno supportato. A Livorno sono arrivato veramente da pochissimo e la sto imparando a conoscere, così come sto imparando a conoscere i miei uomini. Trovo una bella sinergia fra le istituzioni ed è un aspetto fondamentale per aiutare i cittadini. L’ascolto è il nostro obiettivo e loro devono essere i destinatari del nostro servizio e a tutti i livornesi, ovviamente, chiediamo collaborazione. Questa città, per ora, l’ho studiata attraverso gli atti giudiziari. Sono consapevole di insediarmi in un momento particolare, visto che nel quartiere della Guglia è morto un ragazzo – ha argomentato rispondendo alle domande dei cronisti – le indagini sono in corso, per cui non posso parlare del caso specifico, ma nella sede naturale del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica sono state evidenziate le problematiche dell’area, già all’attenzione del prefetto Paolo D’Attilio. Voglio ringraziare il mio predecessore, il colonnello Massimiliano Sole, per la sinergia istituzionale che trovo e che chiaramente mi impegno a proseguire».
LA CARRIERA
Sica, 45 anni, ha frequentato il liceo classico Valsalice dei salesiani di Torino ed è stato poi ammesso al 177° corso dell’Accademia militare di Modena. Diversi e importanti i suoi incarichi prima di arrivare a Livorno: da tenente è stato impiegato alla Scuola marescialli di Vicenza, poi ha comandato il nucleo operativo della Compagnia di Milano Porta Monforte e, da capitano, le compagnie di Vigevano (in provincia di Pavia) e dal 2006 quella di Napoli Stella, che ha fra le zone di giurisdizione quelle problematiche di Sanità, Forcella, Secondigliano e Scampia. Da tenente colonnello, invece, ha prestato servizio allo Stato maggiore del comando generale, a Roma, nell’allora ufficio “Criminalità organizzata”, occupandosi di eversione e terrorismo, e all’ufficio “Brigadieri, appuntati e carabinieri” seguendo la «delicata materia del contenzioso», spiega l’Arma in una nota di presentazione. Dal 2018, infine, l’importante incarico di comandante del reparto operativo di Catania, con numerose indagini sulla Cosa nostra etnea. Laureato in giurisprudenza e in scienze della sicurezza interna ed esterna, è stato insignito con l’onorificenza di Cavaliere all’Ordine al merito della Repubblica italiana, nonché della medaglia d’argento al merito di lungo comando e della croce d’oro per anzianità di servizio militare.
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