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Rubano 13 tablet ancora incellofanati dalle scuole Bartolena
Livorno, la rabbia del preside Ersilio Castorina: “Hanno sfondato pure due porte”
LIVORNO. Hanno forzato una porta antipanico, dove fra l’altro è pure installato un sensore. Poi, dopo aver sfondato la porta a vetri della presidenza e l’ingresso di uno stanzino, hanno rubato 13 tablet ancora incellofanati e quindi da accendere. È un furto da oltre 1.500 euro quello messo a segno attorno alle 23.30 di domenica scorsa alle scuole Bartolena di via Michel, alla Rosa. La scoperta grazie all’allarme installato nella struttura, con l’immediato intervento sul posto della vicepreside Laura Ferrario, che ieri si è occupata di andare a denunciare tutto alle forze dell’ordine.
«Purtroppo siamo bersagliati – racconta il preside Ersilio Castorina – visto che già un anno fa, in una nostra scuola, hanno rubato otto tablet. La cosa che fa rabbia è che i dispositivi rubati l’altra sera erano gli unici ancora incellofanati, quindi evidentemente più facilmente rivendibili dai ladri. Mi sono dato questa spiegazione. Ogni anno facciamo richiesta al ministero per ricevere i contributi per ripagare gli atti vandalici, visto che non mancano. Anche qualche tempo fa, in un altro nostro plesso, i malviventi hanno fatto irruzione ma non sono riusciti a portare via nulla, tentando solo di scassinare la macchinetta degli snack e delle bevande».
I danni provocato domenica sera sono già stati riparati. Oltre ai 13 tablet mancanti, infatti, erano stati sfondati i vetri di due porte, prontamente messi a posto da una ditta specializzata nel corso della giornata di ieri. «Per accedere alla stanza con i dispositivi elettronici – spiega Castorina – bisogna per forza passare dalla presidenza, che io chiudo sempre a chiave. Noi facciamo il possibile per disincentivare i ladri, visto che sulla porta di emergenza forzata per entrare nel plesso abbiamo installato un sensore di posizione, con l’allarme collegato, e lasciamo sempre accesa una luce. Di più, purtroppo, non possiamo fare. Lo ripeto: siamo bersagliati. Ed è triste che a farne le spese sia una scuola, visto che questi tablet vengono utilizzati per i ragazzi disabili o con difficoltà di apprendimento in sostituzione dei portatili».
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