Il Tirreno

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La storia

Vinicio, lo storico volontario di Collesalvetti: «Il primo giorno in ambulanza gettai una gamba»

Stefano Taglione

	Lo storico volontario colligiano Vinicio Mirabella
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Lo storico volontario colligiano Vinicio Mirabella

Livorno, il racconto: «Ero un ragazzino, era l’arto amputato di un ferito sul viale Italia. Ma non ci sono stati problemi, perché lo ha poi recuperato un automobilista»

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COLLESALVETTI. «Sa quando ho fatto servizio per la prima volta? Era il 13 settembre del 1968 e avevo 18 anni. Allora la Pubblica assistenza di Collesalvetti non esisteva, era sotto la Svs, e io ero appena diventato volontario della Società volontaria di soccorso di Livorno. Mi ricordo che quel giorno venimmo inviati con l’ambulanza davanti all’ippodromo Caprilli, sul viale Italia, dopo uno scontro fra un’auto e una Lambretta. Mi diedero in mano qualcosa, io la buttai via: era una gamba».

A ricordare questo aneddoto è il volontario più longevo dell’associazione di via Roma, Vinicio Mirabella. «Per fortuna comunque l’ha presa un automobilista di passaggio, quindi non è cambiato niente - prosegue - Che ci potevo fare, ero un ragazzino. Non avevo mica capito che fosse l’arto staccato di uno dei feriti nell’incidente».Ma qualche anno dopo, vicino allo Scolmatore, il settantacinquenne ha salvato la vita di una donna (e del suo bambino) che stava partorendo su una strada sterrata vicino a un ristorante. «Fu veramente difficile - racconta - perché le si erano rotte le acque e non c’era il tempo di arrivare in ospedale. Mi sono messo con le mie ginocchia sotto le sue e poi è nato». Al pronto soccorso, poi, tutto si è risolto nel migliore dei modi: «Quando sono arrivato lì - conclude - ero tutto sporco di sangue e medici e infermieri pensavano che fosse il mio...».

Mirabella, fino all’anno scorso, è stato autista per i servizi di emergenza del 118. Anche Marianella Lois Menichetti guidava le ambulanze prima di diventare il punto di riferimento organizzativo dell’associazione e la responsabile della centrale operativa ora in via Roma. «Guidare le ambulanze? - spiega - è più complicato sulle strade extraurbane che in città. Spesso capita che gli automobilisti quando vanno veloce non sentano la sirena bitonale, per questo a mio avviso era meglio quella americana che ora è proibita. Udendone il suono da chilometri, gli utenti della strada, capiscono subito da dove proviene il mezzo di emergenza e si spostano».

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