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Stombamento del Rio Maggiore, via ai lavori: «Fa male vedere i pini abbattuti»

Claudia Guarino

	I lavori sul Rio Maggiore
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I lavori sul Rio Maggiore

Livorno: iniziati gli interventi di messa in sicurezza nella zona di via Toti e viale Nazario Sauro. Tra i residenti c’è qualche perplessità: «Nessuno ci ha avvisati della partenza»

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LIVORNO. Il nastro arancione delinea il confine della zona espropriata. Accanto, i tronchi degli alberi abbattuti formano un cumulo a ridosso della strada. Poco più avanti c’è il mezzo della ditta siciliana “Intile Giuseppe”, con l’operaio al lavoro per tagliare un pino. E l’area di cantiere prosegue più avanti, in direzione dello stadio. Sono iniziati lunedì scorso i lavori per lo stombamento del rio Maggiore tra via Toti e viale Nazario Sauro, a ridosso di via Rodocanacchi, strada in cui nell’alluvione del 2017 morirono quattro persone. Si tratta di operazioni inserite nel secondo lotto di interventi volti alla messa in sicurezza dei rii cittadini e andranno avanti per oltre un anno.  Non senza preoccupazioni. «Intanto gli operai nel mettere i picchetti hanno sforato di un metro l’area oggetto di esproprio. Al momento è in programma di abbattere quattro pini. È un dispiacere e non è certo che saranno i soli. E abbiamo saputo che il sindaco ha fatto richiesta per avere anche un passaggio pedonale lungo il rio, in prossimità delle nostre finestre. Siamo tutti d’accordo nella necessità di garantire la sicurezza idraulica della città. Ma questo progetto secondo me andava rivisto», dice Francesca Corrias, residente nella palazzina al civico 1 di via Toti.

I LAVORI

Ai proprietari del suddetto palazzo sono stati espropriati circa 300 metri quadrati di giardino perché quel cortile è confinante col vecchio tombamento e serviva spazio per gli interventi. E adesso, da qualche giorno, in quella zona c’è il cantiere allestito. La ditta dovrà scavare per togliere il tombamento e, successivamente, si dovrà occupare di rimettere in sicurezza tutta la zona, con muretti e tiranti. E garantendo, forse, il passaggio pedonale lungo la curva interna tra i palazzi per andare in direzione dello stadio. Per tutti questi interventi serviranno almeno sedici mesi di tempo. Per adesso gli operai si sono occupati di ripulire la zona di cantiere tagliando qualche albero.

«NESSUN PREAVVISO»

 «Hanno iniziato i lavori senza dirci niente - racconta Corrias -, ci sarebbe piaciuto che fossimo stati avvisati invece ci siamo trovati gli operai in casa dall’oggi al domani». Poi c’è la questione degli alberi. Il pino di cui ieri mattina è iniziato l’abbattimento rientrava nella zona espropriata ed era proprio al confine con il cortile rimasto di proprietà privata. Il taglio è stato effettuato anche per motivi di sicurezza, perché con lo scavo del terreno si rischia di intaccare le radici e di rendere l’albero pericolante. «Praticamente senza alberi e siepi siamo esposti alla strada, siamo preoccupati che i nuovi tiranti possano creare danni alle fondamenta della casa e si parla anche di ricavare vicino alle finestre un passaggio per lo stadio. Prima questo tragitto era sul rio tombato». La residente, insomma, non mette in discussione la necessità generale di mettere in sicurezza i corsi d’acqua: «accettiamo questi grossi sacrifici se servono per diminuire il rischio idraulico». Ma ritiene da una parte che per i lavori avrebbero potuto essere considerate altre opzioni meno impattanti sui cittadini perché, per esempio, «così rimane il problema collo di bottiglia alla foce che potrebbe portare comunque l’acqua a esondare in città in caso di alluvione». E dall’altra parte pensa che i residenti dovrebbero essere informati sia dell’avvio degli interventi, «e così non è stato», sia di eventuali modifiche ai progetti iniziali. «Ora c’è talmente poco spazio qui che non possiamo entrare nei garage con la macchina e attaccano con i lavori la mattina alle 7. Abbiamo già fatto presenti queste criticità alla Regione».

IL CANTIERE

Poi c’è la preoccupazione di sapere che cosa apparirà una volta stombato il rio. Perché se è vero che i tecnici, nella stesura del progetto, hanno analizzato la conformità del territorio e preso in considerazione eventuali criticità, è anche vero che scavando possono anche venir fuori imprevisti. Lo spettro del cattivo odore, per esempio, è rimasto. «Ci sono stati degli interventi tampone e in questi giorni si è calmato, ma le assicuro che ci sono giorni in cui l’odore è fortissimo. E non vogliamo vivere con la puzza». Insomma, i lavori per lo stombamento del rio Maggiore in via Toti sono partiti. Ora l’attesa è per il prosieguo. 

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