Il Tirreno

Livorno

Il delitto della Guglia

Donna uccisa a martellate: la polizia andrà a indagare al consolato marocchino


	Youssef El Haitami, in carcere con l'accusa di omicidio volontario
◗
Youssef El Haitami, in carcere con l'accusa di omicidio volontario

Livorno: lo ha disposto la corte d’assise. A processo per l’omicidio volontario di Ginetta Giolli, 62 anni, il marito Youssef El Haitami, che ha sempre negato il suo coinvolgimento

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. La polizia andrà a Roma, al consolato generale del Marocco, per ricostruire gli spostamenti di Youssef El Haitami, il macellaio marocchino di 56 anni in carcere con l’accusa di aver ucciso a martellate, un anno fa, la moglie sessantaduenne Ginetta Giolli nella sua casa popolare di via Garibaldi, alla Guglia. Il supplemento istruttorio è stato disposto dal presidente della corte d’assise del tribunale, Luciano Costantini, nel corso dell’udienza che si è tenuta l’8 luglio. Fondamentale, per i magistrati, riuscire a verificare le dichiarazioni rese durante l’interrogatorio alle Sughere dall’imputato, difeso dall’avvocato Barbara Luceri, che in aula ha scelto il silenzio. Dai verbali emerge che il 2 luglio dell’anno scorso - Ginetta, secondo gli inquirenti, sarebbe stata uccisa nella serata precedente - El Haitami, che ha sempre negato l’omicidio spiegando che quella sera era con lei solo per una pizza, si trovava a Roma per rifare il passaporto. Per questo la corte ha disposto che la Squadra mobile accerti «se El Haitami fosse titolare di un passaporto del Marocco e quale sarebbe stata la data di scadenza, le modalità di rinnovo del documento per i cittadini residenti in Italia, gli orari di apertura del consolato il 2 luglio 2021 e l’eventuale affluenza di pubblico quel giorno e (per fare un confronto ndr) la settimana precedente, il 25 giugno».

Una richiesta alla quale si deve aggiungere anche l’elenco del treni che hanno viaggiato, sempre il 2 luglio, da Cecina a Roma a partire dalle 11.28, cioè quando El Haitami è stato ripreso lì da una telecamere delle Ferrovie dopo essere arrivato in pullman da Livorno. Il sostituto procuratore Pietro Peruzzi, invece, ha chiesto una nuova perizia sulle tracce ematiche della scena del crimine, ma gli è stata respinta.Gli investigatori dovranno concludere tutto in una settimana, prima della prossima udienza. In aula c’era il dirigente della Squadra mobile, Giuseppe Lodeserto: «Dipende dai tempi del consolato - ha risposto alla corte - ma credo che riusciremo a farcela». Lui, o chi effettuerà gli accertamenti, sarà sentito in aula. Nella prossima udienza verranno esaminate le trascrizioni delle intercettazioni di El Haitami in carcere del consulente tecnico d’ufficio e dei colleghi incaricati dal pm e dalla difesa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web