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L'ARTISTA

Dall'Alzheimer al femminicidio, Alessandro Fruzzetti racconta il mondo a immagini. E adesso è alla Profect Gallery di Atene

Dall'Alzheimer al femminicidio, Alessandro Fruzzetti racconta il mondo a immagini. E adesso è alla Profect Gallery di Atene

Da Collesalvetti al mondo, l'artista tra premi internazionali di foto e riconoscimenti. "Non sono un fotografo tradizionale"

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LIVORNO. Esprimersi con le immagini, aprire una finestra su una realtà, lasciando che ne vengano percepite le singole sfumature. Alessandro Fruzzetti, classe 1971, residente a Collesalvetti da quasi trentanni, ha trasformato la sua passione per le arti visive e, più nello specifico, per la fotografia, in un vero e proprio mezzo attraverso il quale poter raccontare, in modo non convenzionale, la società, in ogni suo aspetto.

“Non sono un fotografo tradizionale – ha spiegato Fruzzetti - quando ho un’idea o qualcosa da dire, cerco di farlo attraverso le immagini, quindi, non sempre fotografia pura. Spesso, ho l’esigenza di intervenire dopo la stampa con operazioni materiche, tattili. Talvolta, se per l’idea che ho in mente, non serve che io scatti fotografie, utilizzo immagini che ci sono già. In “Origami” dedicato al mio babbo, ho preso una sua foto datata 1971, l’anno in cui sono nato e mi sono fotografato nello stesso posto. Poi, ho scomposto la sua immagine attraverso i ricordi, fino a ricomporre la mia e, nella presentazione cartacea, tutti i tasselli erano piegati come gli origami”.

Dopo aver ottenuto numerosi riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali è stato nominato Testimonial per il progetto nazionale della Fiaf (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) dal titolo AmbienteClimaFuturo; nel 2019, invece, sempre la stessa Fiaf gli ha attribuito
l’onorificenza AFI “Artista della Fotografia Italiana” unitamente a Fiaf Toscana che lo ha nominato “Autore dell’Anno”.

Reflex, compatte, scanner o smartphone, non fa differenza: “la scelta infatti - come precisa Fruzzetti- ricade sullo strumento che in quel momento mi permette di portare a termine il mio progetto”.

Uno sguardo su se stesso e alla famiglia, come accaduto con “La Nila”, un lavoro dedicato alla madre malata di alzheimer che sarà esposto a giugno a Trieste in una mostra collettiva dedicata alla pop art: “in fotografia il tema dell’alzheimer è stato affrontato infinite volte, ma sempre con toni cupi, pietosi, spesso in bianco e nero per aumentarne la tragicità. Io, ho fatto dei dittici, dove a sinistra ho messo le foto storiche di mia madre riviste in chiave pop (corrente artistica dei suoi anni) e a destra ciò che fa oggi, trovando delle assonanze tra le due immagini. Averlo presentato, così, tutto colorato, e aver voluto parlare di una malattia quasi in modo giocoso ricordo convinse tutti”.

Dal lavoro materico sull’industria e l’abbigliamento, dove nelle immagini proposte la stampa fotografica si intreccia a quella su tela e a strisce ricavate dai sacchi dell’immondizia, a simboleggiare in modo concettuale che possiamo intrecciarci con l’ambiente senza devastarlo; passando per il racconto del mare senza mai mostrarlo, o per quello dedicato a Pisa, all’interno del quale ad ogni scatto, Fruzzetti, ha abbinato un disegno da lui eseguito; fino ad arrivare ai diritti civili.

È con “Il (dis)valore delle donne” infatti, che si è aggiudicato il secondo premio alla tappa di Portfolio Italia 2020 – Gran premio Fujifilm nell’ambito del 14° Portfolio al mare di Sestri Levante: un lavoro protagonista, insieme a “Padroni” della sua personale che si è aperta a Napoli nei giorni scorsi.

Quindici manifesti pubblicitari, la cui caratteristica principale, oltre allo slogan allusivo e offensivo, è la figura della donna oggetto: pezzi di carta dai colori accesi, tutti stropicciati dalle mani di quindici donne che si sono affermate nella loro vita e che rifiutano il messaggio rappresentato.
Un no alla sottomissione espresso anche da Giuliana Traverso, la maestra della fotografia scomparsa un anno fa e le cui opere sono state protagoniste di mostre in Europa, in America e in Asia.

Al loro fianco, dieci assassini colpevoli di femminicidi, ritratti in bianconero sui quali Alessandro Fruzzetti ha operato incisioni, bruciature, tagli, ispirandosi alle armi del delitto utilizzate dai “padroni” con l’ultima sagoma lasciata in bianco, a significare che l’elenco dei “padroni” purtroppo non si è esaurito.

Oltre ai racconti per immagini, Fruzzetti, ha creato anche dei“polittici”: uno di questi, dedicato alla piazza anfiteatro di Lucca, sarà in mostra dal 25 febbraio ad Atene alla Project Gallery.

“Una grande e inaspettata soddisfazione per me, ricevere una proposta da una galleria d’arte così importante fuori dal territorio italiano è stato emozionante e motivo di orgoglio”.


 

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