Gioco
Noa, lanciatrice del martello che per allenarsi deve cambiare Comune: «Ho paura che chiudano i centri sportivi»
E' nata in Trentino, il padre è originario del Burundi: si allena a Livorno negli impianti della Libertas Unicusano
LIVORNO. È nata in Trentino, ha il padre originario del Burundi, studia a Pisa, vive a San Giuliano Terme e si allena a Livorno. Nell’epoca in cui l’Italia è divisa in “zone” e gli spostamenti tra Regioni e Comuni sono soggetti a un mare di limitazioni, a seconda dell’incidenza del coronavirus nei vari territori, Noa Ndimurwanko è un caso eccezionale. È una lanciatrice del martello e ad agosto si è classificata ottava ai campionati italiani. «Era il 29 agosto, e dopo aver gareggiato sono salita in Trentino a salutare la mia famiglia. È l’ultima volta che ho visto mia mamma e mio papà», racconta Noa, iscritta alla magistrale all’università di Pisa.
E per allenarsi? Come fa l’atleta trentina tesserata per il Gs Valsugana? «Ho un’autocertificazione che mi autorizza a spostarmi da San Giuliano Terme a Livorno. Mi alleno con Massimo Terreni – dice Noa – allenatore dei lanci della Libertas Unicusano Livorno. Sono stata catalogata come atleta di interesse nazionale, e quindi posso viaggiare per allenarmi. E menomale». Già, perché allenarsi in casa, per chi pratica il lancio del martello, è un’impresa. «Posso fare solo la parte di pesistica, curare il mio corpo e la muscolatura, magari simulare il gesto del lancio, ma naturalmente senza lo strumento», continua Ndimurwanko, che conclude rivelando il suo più grande timore. «Ho paura che chiudano i centri sportivi, e che mi venga davvero tolta la possibilità di allenarsi. Ma fino a che va avanti il calcio, il governo non ha scuse. Se si gioca la Serie A, i centri sportivi rimangono aperti e noi continuiamo ad allenarci. Sarebbe un durissimo colpo abbandonare di nuovo l’attività sportiva». —
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