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AMARANTO: IL FUTURO SOCIETARIO

La cessione del Livorno sembra un film: ecco tutti i punti interrogativi della trattativa

Fabrizio Pucci
Il presidente del Livorno, Aldo Spinelli
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Il presidente del Livorno, Aldo Spinelli

Dalla presenza "fantasma" degli imprenditori legati a Banca Cerea, al ruolo "ballerino" di Rosettano Navarra

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LIVORNO. Venerdì 11 settembre è la data che Aldo Spinelli ha cerchiato di rosso sul calendario perché potrebbe sancire il suo (parziale) disimpegno dal Livorno dopo 21 anni e mezzo: «Credo che sarà presentato il nuovo consiglio di amministrazione della società con tutte le cariche» ha dichiarato il presidente al Tirreno nei giorni scorsi. Quel "credo" piazzato all’inizio della frase per la verità quale dubbio lo solleva e impone l’uso del condizionale.

LO SCENARIO

La situazione al momento è questa: Banca Cerea ha finanziato l’acquisto del Livorno da parte di quattro imprenditori che in questo modo si sono assicurati complessivamente il 69% delle quote societarie secondo una suddivisione (18-17-17-17) che comunque lascia a Spinelli la maggioranza relativa. E difatti è stato proprio il presidente a firmare i contratti di cessione di Di Gennaro e Gasbarro.

IL RUOLO DI NAVARRA

La partita vera dovrebbe andare in scena venerdì 11 settembre nello studio del notaio genovese Giorgio Segalerba, come anticipato dagli attori protagonisti di questa controversa vicenda. Il giocatore di punta dovrebbe essere l’imprenditore di Ferentino Rosettano Navarra che nei giorni scorsi è uscito allo scoperto manifestando l’intenzione di prelevare le quote ancora in carico a Spinelli. Per la precisione l’idea sarebbe quella di acquistare una percentuale che oscilla dal 21 al 31%. Attenzione, perché i numeri sono molto importanti. Se Navarra dovesse prendere il 31%, Spinelli sarebbe fuori dal Livorno dopo 21 anni. Tuttavia proprio il presidente sta valutando di rimanere in società con il 10% e questa ipotesi ha incontrato il gradimento di Navarra per il quale la presenza di Spinelli – sebbene con quote minoritarie – sarebbe una garanzia e non un ostacolo. I pensieri (o dubbi) dell’imprenditore ciociaro sarebbero altri a cominciare dall’anomalia di una trattativa condotta su due binari: il suo e quello di Banca Cerea per proseguire con l’alone di mistero che gli ha impedito di conoscere i nomi dei suoi futuri, eventuali compagni di avventura (e qui c’è un altro dubbio: il presidente di Cerea ha detto che Navarra conosce i suoi futuri soci, Navarra invece lo nega).Infine c’è una questione, più concreta relativa al suo modus di fare calcio: se Navarra entra nel Livorno non viene certo a fare la comparsa, ma intende essere un socio operativo. Vuole preparare la tavola e non trovarla già apparecchiata.

GIORNO DECISIVO

Ha fatto bene Aldo Spinelli a cerchiare di rosso la data di venerdì 11 settembre sul calendario perché oltre non è possibile andare. Il motivo è facilmente intuibile: nelle prossime ore capiremo una volta per tutte se Navarra farà parte della dirigenza oppure no. Se il suo desiderio di sbarcare a Livorno sarà più forte delle sue legittime valutazioni. Se dovesse defilarsi si va verso una società così suddivisa: 69% gruppo Cerea, 31% Spinelli.
Di certo oggi dovrà essere presentato l’organigramma societario e finalmente usciranno allo scoperto anche gli imprenditori che grazie a Banca Cerea si sarebbero assicurati l’onore e l’onore di portare avanti la storia amaranto. Sempre che non arrivi l’ennesima beffa: dopo Yousif, gli argentini, Fernandez - tanto per restare agli ultimi mesi - non ci stupiremmo.

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