Gioco
«Il Covid è un pugno in faccia alla boxe, ma Livorno si rialzerà come sempre»
L’analisi di Luca Tassi, 41 anni a novembre, otto da professionista con 15 vittorie e una sconfitta, ora allenatore all’Accademia dello Sport
LIVORNO. Il pugilato come seconda pelle. Prima come super boxer e poi, da quando è sceso dal ring e ha attaccato i guantoni al chiodo, come ottimo maestro della noble art. Nel palmares di Luca Tassi, 41 anni il prossimo 15 novembre, una bella carriera dilettantistica e soprattutto 8 anni di grande professionismo, dal 2004 al 2012, con ben 15 vittorie (6 per KO) e una sola sconfitta. Tra i grandi trionfi le vittorie nel campionato italiano e internazionale IBF, nella categoria dei Super Medi. Insomma un super Campione, con la “C” maiuscola. Con una passione per la boxe scritta a caratteri cubitali nel Dna, ereditata da babbo Luigi, per tutti "Gigi". Un signore con un fisico ancora scattante e una invidiabile lucidità mentale che, alla soglia degli 86 anni (il prossimo 16 ottobre), continua ad allenare e a dispensare consigli ai suoi tanti allievi, tra le mura della sezione pugilistica dell’Accademia dello Sport di via Garibaldi, a fianco del figlio Luca, con l’entusiasmo di un ragazzino che sogna di salire su un ring per la prima volta. In una città, Livorno, in cui il pugilato ha radici lontane e un’attualità davvero di grande rilievo, grazie a una dozzina di palestre disseminate sul territorio cittadino con al timone tanti bravissimi maestri della noble art. Con Luca Tassi abbiamo fatto una bella chiacchierata a “largo spettro” su questo strano periodo, in cui a dettare i tempi di totale sospensione, o di parziale e frammentaria attività, di questo sport, come nella quasi totalità di tutti gli altri, è il coronavirus. La prima domanda che gli abbiamo rivolto è scontata.
Quando è iniziato per voi dell’Accademia dello Sport, in maniera totale, lo stop forzato?
«Diciamo che abbiamo anticipato i tempi. Qualche giorno prima che le direttive ministeriali ordinassero lo stop totale delle attività sportive, il nostro presidente Damiano Bani ha preso la saggia decisione di chiudere anzitempo i cancelli dell’Accademia dello Sport».
Avete già ricominciato gli allenamenti?
«Si, però in maniera parziale. La ripresa degli allenamenti è andata di pari passo con i Dpcm emanati dal presidente del consiglio. Anche il lavoro di coppia degli atleti, con i guantoni, ha seguito le tempistiche e prescrizioni dei Dpcm».
Pensa che in Italia ci possano essere i presupposti per tornare a combattere sul ring prima del 2021?
«L’attività in parte è già ripartita e la seconda metà del calendario agonistico previsto è rimasto invariato. Ovviamente con molte limitazioni e ulteriori accertamenti sanitari che si sommano a quelli, già complessi, previsti per ottenere l’i Noi dell’Accademia dello Sport, abbiamo deciso che finché ci saranno queste restrizioni limiteremo la partecipazione dei nostri pugili solamente ai campionati ufficiali ed eventualmente a qualche riunione locale».
Il Coronavirus, secondo lei, ha allontanato alcuni ragazzi dal pugilato?
«Penso che abbia un po’ impigrito molti dei ragazzi più giovani, in particolare quelli che erano già non pienamente inclini all’impegno, alla fatica e allo zelo negli allenamenti».
Programmi a breve e lungo termine all’interno della sezione Pugilistica dell’Accademia dello Sport?
«Tra qualche giorno riprenderemo gli allenamenti in tutti i settori: Bambini, Giovani, Agonisti e Amatori».
Quanti iscritti avete?
«Circa 200 suddivisi in bambini del vivaio giovanile, pugili agonisti e amatori. Persone quest’ultime che si allenano per il loro esclusivo benessere fisico».
Gli agonisti quanti sono?
«Una decina: Francesco Lami, Alessio Da Valle, Antonio Giambastiani, Ashley Rosi, Massimo Stiaffini, Mattia Menichetti, Thomas Rocchiccioli. E i debuttanti: Filippo Mecacci, Emanuele Bianchi, Marius Andrei e Rosario Cammarano».
Avete anche qualche professionista? O ragazzi che sognano di salire sul ring da professionisti?
«Al momento non abbiamo professionisti. Ma i boxer che potrebbero ambire al salto sono due: Francesco Lami e Ashley Rosi».
Nel settore giovanile quanti atleti avete?
«Un ventina dai 5 ai 13 anni e alcuni under 14”.
Per qualcuno è previsto il debutto, Coronavirus permettendo?
«Si. Per Mattia Behaj, Thomas Carloni, Kristian Fastame e Gabriele Lotti».
Altri possibili debutti?
«Edoardo Garzelli e Carlos Pellecchia tra gli Junior».
Obiettivi importanti in calendario?
«La partecipazione ai campionati italiani Junior femminili, a ottobre, per la nostra campionessa Chiara Baldacci. E le qualificazioni ai campionati tricolori, a novembre, per i nostri pugili della categoria Elite. Inoltre sempre nel settore femminile dovrebbe rientrare la brava Asia Barone».
Una curiosità: babbo Gigi, con i suoi 86 anni è ancora un "faro" della palestra?
«È sempre in ottima forma, fisica e mentale, e un punto di riferimento per i nostri atleti. Inoltre conserva una memoria di ferro che gli consente di essere una enciclopedia ambulante del pugilato cittadino e non solo».
DI SEGUITO, I NOMI DELLO STAFF:
Società: Pugilistica Accademia dello Sport. Organigramma societario dirigenziale e tecnico. Presidente: Damiano Bani. Consiglieri: Pina Polito e Fulvia Bani. Maestri di pugilato. Tecnici agonisti: Luigi Tassi e Luca Tassi. Aspiranti tecnici: Federico Gonzaga e Daniele Ebraico (settore Amatori), Danilo Vicari (settore Giovanile). Orario di funzionamento della palestra: tutti i giorni dalle 6 alle 23.
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