Gioco
Mascherina? No, grazie. A Livorno i giovani sul lungomare ignorano l'ordinanza
Chiacchierate "faccia a faccia" senza protezioni, il virus non fa paura ai ventenni
LIVORNO. Le 23.30 di martedì 18 agosto. Sul lungomare una piacevole brezza rinfresca chi non ha voglia di andare a dormire. Due anziani, marito e moglie camminano lungo la passeggiata di Ardenza Mare. Provengono dall’Ostricaio in direzione dei bagni Lido. Quando arrivano sul retro della Baracchina Rossa, con le loro mascherine sul volto, sembrano quasi due marziani. Passeggiano tra decine e decine di giovani che sono lì a frescheggiare, seduti sul muretto del moletto d’Ardenza e poi sempre sul muretto fin quasi ai Pejani e dentro lo stesso porticciolo. Hanno tra i 16 e i 20 anni. Quasi nessuno di loro indossa la mascherina. Restiamo ad osservare la situazione per una mezz’ora buona. Gente a passeggio ce n’è poca ma la maggior parte di coloro che camminano - famiglie con passeggini e anziani - ha la mascherina indossata oppure agganciata sotto al mento. I ragazzi no, invece. Continuano ad arrivare con l’avvicinarsi della mezzanotte e il retro della Baracchina si riempie ulteriormente ma la mascherina ce l’hanno in pochi, pochissimi.
Perché? Proviamo a chiederlo a qualcuno di loro. «Tanto noi il Covid mica ce l’abbiamo», rispondono. «E comunque non siamo così vicini da passarci il virus». In realtà non è proprio così: quei gruppi di amici e amiche che hanno la possibilità di godersi queste ultime serate estive sono la rappresentazione plastica dell’assembramento, dell’affollamento per i quali anche l’ultima ordinanza del ministro della Salute, Speranza, fa obbligo di usare protezioni delle vie respiratorie, anche all’aperto. Le fotografie scattate sul retro della Baracchina la sera del 18 agosto si riproponevano, con un minor numero di persone, anche negli altri tratti di lungomare, da Adone, sulla Terrazza Mascagni, lungo la passeggiata tra la Bellana e San Jacopo, fornendo un approccio generazionale molto definito e quasi opposto: gli adulti generalmente rispettosi dell’obbligo della mascherina e i giovani molto meno. Il messaggio sull’importanza di utilizzare il dispositivo probabilmente non è arrivato a tutti nello stesso modo. Gioverà ricordare però che le sanzioni sono uguali per tutti, giovani e meno giovani, e decisamente pesanti: stiamo parlando di una multa di 400 euro (che può arrivare fino a 3000).
Va detto che fino a questo momento i controlli sono stati piuttosto soft: anche l’altra sera non si sono viste nella zona forze dell’ordine e non risultano ad oggi multe fatte per il mancato rispetto dell’obbligo di mascherina. Cosa che però in diverse città d’Italia comincia ad avvenire: nelle ultime ore si registrano 37 multe in provincia di Foggia e 18 nel solo centro di Capri. In questo senso il nuovo prefetto Paolo D’Attilio ha annunciato l’intenzione di stringere le maglie: «Il rispetto delle regole è fondamentale. Capisco che il bel tempo, la voglia di uscire, il mare, abbiano fatto dimenticare a tanti livornesi le regole. Ora però bisogna tornare a ricordarcele. Io credo che il tempo dei richiami, “ricordati che devi indossare la mascherina”, e quello del buonismo siano passati. Ciò non significa che ci saranno sceriffi: bisogna agire cum grano salis. Serve responsabilità da parte di tutti i cittadini e collaborazione da parte dei gestori dei locali, ma bisogna sapere - ha detto D'Attilio - che le sanzioni arriveranno».
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