Il Tirreno

Livorno

LUTTO

Muore ex muratore mentre coltiva l'orto

Personale del 118 al lavoro (Foto d'archivio)
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Personale del 118 al lavoro (Foto d'archivio)

La vittima è stata colta da un malore, inutili i soccorsi del personale del 118

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LIVORNO. Le mani forti di chi ha lavorato una vita, il sorriso buono di un uomo sempre pronto a scambiare due parole coi vicini di casa. E una grande passione. Quella per la natura. E, in particolare, per il suo orto. È proprio nel pezzo di terra che amava coltivare che, nella mattina di domenica 5 maggio, è stato trovato senza vita Nicola Mancino, 86 anni, originario dell’Abruzzo ma da anni residente in via Monterotondo. L’uomo ha accusato un malore poco dopo le 11, e all’arrivo del personale del 118 le sue condizioni erano già compromesse. È stato immediatamente constatato il decesso, considerato che la morte è avvenuta chiaramente per cause naturali. Nicola Mancino lascia i figli e la moglie. I vicini di casa lo descrivono come un uomo segnato dal lavoro nel campo edilizio, con qualche acciacco, ma con una grande forza di volontà e con tanta voglia di vivere.

L’orto che curava con passione era il suo passatempo, la sua valvola di sfogo. In quell’angolo di terra da coltivare passava le sue giornate, svolgendo piccoli lavoretti, stando attendo a non affaticarsi troppo. A stroncare la vita di Mancino è stato un arresto cardiaco. Un attimo. E l’uomo si è spento per sempre. Dolore e sconforto hanno colpito i figli, una volta appresa la notizia della morte del padre. E un velo di tristezza si è posato anche sui vicini di casa di Mancino, abituati a vederlo all’opera tra le sue piante. La storia del 86enne che domenica ha perso la vita è quella di tante persone che sono state costrette - per vari motivi - ad abbandonare la terra d’origine per iniziare una nuova esperienza. Così aveva fatto Nicola Mancino, alla fine degli anni Sessanta, lasciando l’Abruzzo alla volta della Toscana. Un viaggio lungo, ma che gli ha regalato delle soddisfazioni. Nicola Mancino ha lavorato come muratore, a Livorno ha conosciuto molte persone, si è costruito una famiglia e ha imparato ad apprezzare i lati particolari di una città distante anni luce, come dialetto, sapori e tradizioni, da quella lingua d’Italia in cui era venuto alla luce nel giugno del 1934.

Una vita fatta di sacrifici, quella di Nicola Mancino, e di lavoro. Senza mai fermarsi, cercando di mantenersi costantemente attivo. Determinato a combattere contro lo scorrere dell’età, contro gli anni che avanzavano e i doloretti che si moltiplicavano. Un uomo dal grande spirito, circondato dall’amore della sua famiglia e delle persone che lo conoscevano. Una persona buona, umile e determinata a godersi fino all’ultimo ogni attimo della sua esistenza. Sul posto, ieri mattina, sono intervenuti anche i carabinieri di Montenero, che hanno assistito alle operazioni di recupero della salma.

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di Redazione web