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Aree pedonali, Livorno è tra le peggiori città della Toscana
Sono poche le zone dedicate ai pedoni. L'assessora Cepparello: «Puntiamo ad aumentarle»
LIVORNO. A Livorno le aree pedonali sono poche. La città dei Quattro Mori è tra le peggiori in assoluto in Toscana nel calcolo dei metri quadrati di aree pedonali per ogni abitante. L’indice, per Livorno, è 0,29. I “rivali” di Pisa sono a 0,61. Abissale la distanza da Lucca, che tocca addirittura 6,82. I numeri – che si riferiscono al 2018 – sono tratti dal rapporto di Legambiente “Ecosistema Urbano 2019”.
«Il dato di Lucca è esemplare. Si tratta di una città che ha un’altissima pedonalizzazione – dice l'assessora alla mobilità di Livorno, Giovanna Cepparello – ma che è anche tre le più floride della regione dal punto di vista commerciale. Le aree pedonalizzate portano gente, fanno lavorare le attività e producono ricchezza. Dobbiamo crederci», ribadisce l'assessora facendo riferimento alla sperimentazione che, da sabato 27 giugno, prenderà il via nel tratto di Borgo Cappuccini che va dai Quattro Canti a piazza Giovine Italia: divieto di sosta, in quest'area, dalle 15. Divieto di traffico dalle 18 alle 24. Tutti i giorni. Fino al 30 settembre.
Il rapporto di Legambiente indica anche il numero di Firenze (1,14), Massa (0,16), Prato (0,15), Grosseto (0,27), Arezzo (0,20) e Siena (0,88). Su scala nazionale, invece, spicca il dato di Roma, che non va oltre lo 0,12. D’altronde non è un mistero che nella Capitale le aree pedonali sono merce davvero rara. «Nei prossimi quattro anni di mandato mi piacerebbe aumentare il nostro coefficiente, e quindi aumentare il numero di aree pedonali. Si tratta di un’intenzione, per il momento, ma sicuramente dobbiamo fare qualcosa per fare in modo che il commercio della città riparta. I nostri commercianti hanno bisogno di un’iniezione di dinamicità, di misure nuove per farli lavorare di più e per far arrivare sempre più persone a Livorno». Cepparello conclude: «I luoghi gradevoli fanno bene al commercio. È necessario entrare in quest’ottica. Se Borgo Cappuccini, per esempio, diventasse pedonale per sempre, sarebbe nostra premura rivoluzionarne la pavimentazione e arricchirne l’arredo urbano».
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