Il Tirreno

Livorno

Coronavirus, i detenuti dell'isola di Gorgona donano cibo per i bisognosi

Tommaso Silvi
Suor Raffella Spiezio posa insieme al direttore del carcere di Livorno e della Gorgona, Carlo Mazzerbo, con la maxi donazione alimentare dei detenuti della gorgona (Foto Marzi)
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Suor Raffella Spiezio posa insieme al direttore del carcere di Livorno e della Gorgona, Carlo Mazzerbo, con la maxi donazione alimentare dei detenuti della gorgona (Foto Marzi)

Verdura e formaggi sono arrivati via mare, suor Raffella Spiezio ringrazia: «Ogni giorno aiutiamo mille famiglie in difficoltà».

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LIVORNO. Ortaggi, formaggi e uova. Tutti prodotti “in casa”. Estremamente genuini. Il carico è arrivato martedì 7 aprile via mare alla caserma della guardia di finanza “Santini”. A inviarlo sono stati i detenuti del carcere della Gorgona, impegnati da tempo in un progetto sociale che prevede la lavorazione della terra e l’allevamento di animali. Sono stati proprio loro a chiedere alla direzione del carcere di recapitare i frutti della loro fatica alla Caritas. Un gesto di grande solidarietà per aiutare tutte quelle persone che, in seguito all’emergenza Covid-19, hanno riscontrato gravi problemi economici. Il maxi regalo dei detenuti ha viaggiato su di un’imbarcazione della polizia penitenziaria, arrivata a Livorno pochi minuti prima delle 11. L’arrivo dei doni partiti dal penitenziario dell’isola è stato festeggiato da suor Raffaella Spiezio, della Caritas diocesana di Livorno.

«È stato un fulmine a ciel sereno, ho saputo soltanto all’ultimo momento della bellissima idea avuta dai detenuti. Sono molto felice - dice suor Raffaella -, perché ancora una volta tutta Livorno sta dimostrando una compattezza straordinaria. Mi tornano alla mente i giorni dell’alluvione del 2017. Anche in quel caso i livornesi fecero squadra, e il risultato fu straordinario». Sono giorni pieni di lavoro per la Caritas, impegnata a non lasciare indietro le persone sole, gli ultimi. Soggetti in difficoltà che, in seguito alle restrizioni del governo per evitare la diffusione del virus, hanno visto ulteriormente peggiorare la loro situazione. «Aiutiamo circa mille famiglie in crisi - spiega ancora suor Raffaella -, che ricevono un pacco alimentare domiciliare. Sono persone che, senza il nostro aiuto, avrebbero difficoltà a mangiare».

Soddisfazione espressa anche dal direttore del carcere di Livorno e della Gorgona, Carlo Mazzerbo. «Sono molto orgoglioso dell’iniziativa dei detenuti della Gorgona. Hanno donato una grande quantità di alimenti, dimostrando che il loro slancio non è soltanto simbolico, ma anche concreto. D’altronde, quando le cose si fanno, vanno fatte bene», dice Mazzerbo. Le persone bisognose di Livorno, quindi, mangeranno i prodotti provenienti dalla Gorgona. Una straordinaria catena solidale. «È bello vedere i detenuti sensibili nei confronti dei soggetti svantaggiati. Quello della Gorgona - conclude Mazzerbo - è un progetto sociale in piena espansione, che contiamo di migliorare e potenziare sempre di più. Ringrazio i detenuti per il loro senso di comunità». Anche suor Raffaella è felice.

«Nei momenti di emergenza come quello che stiamo vivendo, la nostra comunità azzera le differenze sociali e si mette a lavorare tutta insieme per superare gli ostacoli e rialzarsi più forte di prima. Il mio grazie va ai detenuti che hanno avuto questa idea straordinaria. Anche loro sono il simbolo della Livorno che ha voglia di lottare e che non si arrende di fronte alle difficoltà».

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