Il Tirreno

Livorno

Trasferiti in campagna i figli del gallo sfrattato

Trasferiti in campagna i figli del gallo sfrattato

I due pulcini di razza livornese si trovano nel parco Biodivercity a Riparbella, dove si fa pet therapy con piccoli animali

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RIPARBELLA.  Due pulcini di gallina livornese sono stati consegnati in questi giorni alla presidente e fondatrice di BiodiverCity, Pierisa Giacopazzi, e al suo giardino per animali domestici di Riparbella, a pochi chilometri da Cecina.

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I PICCOLI OSPITI IN TRASFERTA

I piccoli ospiti, per niente spaventati, sono arrivati grazie all’interessamento del segretario del club italiano Razza Livorno Giuseppe Chionetti, del conservatore del Museo di storia naturale del Mediterraneo Antonio Borzatti de Loewenstern e della ricercatrice universitaria Margherita Mazzoni, del dipartimento di Veterinaria a Pisa. Perché hanno lasciato Villa Henderson? Renato, il padre dei pulcini, è stato bersagliato dalle critiche dei vicini di casa infastiditi dal suo chicchirichì mattutino e allontanato senza tanti complimenti.

E pensare che, un giorno dopo l’altro, ha reso felici tanti bambini, scoppiati a piangere non appena saputo che non l’avrebbero più visto. Ma, di fronte alla rabbia e alle carte bollate, non è rimasto altro che trasferirlo. Siccome sono rimaste le galline e i pulcini, è nata subito una mossa preventiva, proprio per evitare che la situazione in futuro si ripetesse. Per questo a Livorno hanno studiato un piano per metterli al sicuro. «Sono contenta di poterli ospitare – ha detto Pierisa

Giacopazzi, professoressa all’istituto agrario di Cecina – non solo perché arricchiscono il parco, ma in quanto sono figli di Renato e daranno gioia a chi li conoscerà». Con lei c’erano la coordinatrice Greta Cosimi e lo studente Giovanni Zummo, che li hanno presi in braccio e poi portati dentro alla nuova casa. Altri, hanno affermato i responsabili e gli ospiti a una voce, potrebbero arrivare a breve, offrendo ai ragazzi disabili la possibilità di acquisire competenze da spendere nel mondo del lavoro. Le attività da svolgere prevedono passeggiate per ogni età e percorsi educativi.

LA PROPOSTA: PICCOLI POLLAI IN CITTA'

Il trasferimento dei due galletti livornesi figli del gallo Renato presso il BiodiverCity di Riparbella, peraltro già programmato a prescindere dalle recenti traversie paterne, mette in luce degli scenari davvero ragguardevoli sul piano sociale per i benefici che ne possono scaturire.

I due giovani pennuti sono infatti entrati a buon titolo nella ampia e variegata squadra, composta da cavallini, caprette, maialini e volatili da cortile, ma pure da cani e gatti, che viene impiegata quotidianamente nella pet-therapy rivolta a giovani ed anziani all'interno dell'area immersa nel verde diretta dalla prof. Pierisa Giacopazzi, docente presso l'Istituto agrario di Cecina, che ha fondato un paio d'anni fa questa particolare realtà insieme a Domenico “Mimmo” Di Pietro ed alla collega Tiziana Bianconi dopo avere ottenuto dal comune di Riparbella la disponibilità di un ettaro di terreno: «Questo pet-garden – spiega la prof. Giacopazzi – con cani, gatti, galline, oche, maiali e capre è nato così. L'obiettivo è stato quello di dimostrare come la biodiversità, che si traduce nel legame d'affetto tra persone ed animali, sia qualcosa di prezioso».


Sul tema si è espresso anche Giuseppe Chionetti, segretario del Club della Gallina livornese: «Un altro esempio simile – commenta Chionetti – è quello in atto preso il Borgo San Felice, a Castelnuovo Berardenga, nei dintorni di Siena, dove un gruppo di ragazzi diversamente abili, seguiti dall'educatrice Sonia Belluardo, cura con passione un pollaio con una cinquantina di galline livornesi».

Quella di Borgo San Felice è, in particolare, un'esperienza scaturita dall'attività della Fondazione Allianz “Umana-mente” sorta diciotto anni fa con lo scopo di offrire una prospettiva migliore a chi vive un disagio raggiungendo dal 2002 ad oggi oltre cinquantamila persone di cui circa quindicimila minori e quasi diecimila recanti disabilità. In tal senso nel 2012 è stato avviato il progetto “L'orto e l'aia nel Borgo” presso l'azienda agricola San Felice coinvolgendo dei ragazzi con disabilità congenite intellettive ed una decina di anziani del territorio coltivando ortaggi e curando un pollaio di galline ovaiole nell'ambito del loro percorso di autonomia ed inserimento sociale, oltre ad essere un punto di riferimento per le scuole del luogo.


Sul tema è intervenuta pochi giorni fa anche la “Cattedra ambulante della gallina livornese” che sulla sua pagina Facebook lancia un'idea: «Perchè non fare una proposta per avere, almeno in via sperimentale, qualche esemplare nei nostri istituti per anziani come hanno fatto in alcuni Paesi del Nord Europa. Così da avere anziani in attività ed impegno giornaliero, uova fresche, interazione con i bambini...la butto là. Che ne pensate?»
L'idea scaturisce, ad esempio, dall'esperienza avviata in Inghilterra col progetto HenPower dell'associazione “Equal Arts” introducendo delle galline all'interno di istituti per anziani, come quello di Newcastle, mostrandosi un aiuto contro la solitudine e l'isolamento, oltre a stimolare l'attività e la creatività prendendosi cura quotidiana dei pennuti. Ma la gallina potrà essere un animale da compagnia per il prossimo futuro? La domanda è stata posta nel dicembre scorso sul sito web “Tutto sulla gallina”, un portale dedicato all'avicoltura domestica ed amatoriale, una vera miniera d'informazioni e curiosità realizzata da Francesco Giubbilini e Barbara Sandri, due giovani di Rosignano Solvay che si sono appassionati all'argomento ed hanno allestito anche un piccolo pollaio nel giardino di casa. Nel sito, che riprende molte notizie provenienti anche dall'estero, si parla di una notevole diffusione dei pollai domestici in ambito cittadino come a Parigi, a Tolosa ed Amiens, in Francia, mentre sul Los Angeles Times di parla di un incremento in America del 400% nel 2019 secondo le stime dell'US Dipartment of Agricolture avendo in New York uno dei luoghi pionieristici.


Sul tema delle galline come animali da compagnia va poi ricordata la testimonianza della giornalista e fotografa milanese Silvia Amodio, pubblicata su Tv-La7 e visibile su YouTube, in cui parla della sua gallina Nina. Ed anche in Italia si sta cominciando ad incoraggiare la realizzazione di piccoli pollai domestici da collocare in giardino: è di pochi mesi fa l'avvio a Guardistallo del progetto “Cocche riciclone” col quale, allo scopo di ridurre i rifiuti organici, le famiglie che avranno cura di tre o quattro galline (registrate all'Asl) potranno avere uno sconto sulla Tari così come chi possiede un compostore. E qualcosa del genere, come segnala sempre il sito “Tutto sulle galline” è stato avviato anche a Latronico (Potenza) col progetto “Adotta una cocca”.

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di Redazione web