Gioco
Lenny Bottai sale sul ring della politica e lancia la Repubblica dei Villani
Livorno, il pugile presenta all'Aurora la candidatura con Sì Toscana: "Piattaforma di minimi comuni denominatori per fare opposizione reale a sinistra". Al centro lavoro e "una nuova visione di sport". "Se entrerò in consiglio regionale, metà soldi serviranno a finanziare progetti per il territorio attraverso l'associazione"
LIVORNO. La musica di Piero Ciampi, le immagini di Livorno che corrono sullo schermo, la scritta “Diversis gentibus una” ossia “una sola cittadinanza da genti diverse”. La foto del monaco buddista che nel ’63 si immolò contro il regime vietnamita. Con questo sottofondo il pugile Lenny Bottai è salito sul ring della politica. Dall’ex cinema Aurora, seduto accanto al candidato governatore Tommaso Fattori, ha presentato la sua candidatura alle regionali con la lista di “Sì Toscana a sinistra”. Ha presentato la candidatura e, soprattutto, il progetto, lanciando ufficialmente l’associazione “Repubblica dei Villani”.
“Raccolgo la proposta difficile che mi è stata fatta da Tommaso, raccolgo la sfida, la mia è una candidatura "autonoma" dentro alla lista”, dice subito. “Sì Toscana a sinistra non è un partito, è una piattaforma di minimi comuni denominatori per fare un’opposizione reale a sinistra, perché di sinistra il Pd non ha più nemmeno un piede: ha due destri”. Ancora: “Vengo dai movimenti, dalle esperienze apartitiche”. E poi: “La curva e i movimenti in questi anni hanno fatto cose belle”, ma “oggi serve un salto di qualità di fronte al populismo, dobbiamo entrare nei meccanismi, parlare una lingua diversa, non basta più andare in piazza a contestare Salvini, chi ha fatto politica in strada ci metta la faccia. Io sono un garante del progetto: non si vota Bottai ma il progetto”. E alle regionali perché, spiega, “la Regione è il centro nevralgico di progetti, finanziamenti, decisioni”.
Ma il progetto qual è ? All’Aurora Bottai tocca vari punti, dal lavoro (“la Toscana non deve diventare la succursale del governo Renzi, la cavia del Jobs Act”) all’edilizia popolare, dall’immigrazione alle critiche al Toscanellum (“vogliono governare legittimati da una minoranza, favorendo l’astensionismo”). Al centro della proposta, guardando al contributo alla lista di Fattori, c’è la “visione di uno sport diverso”: “Basta – ripete - con lo sport usato come carta di scambio delle istituzioni”, "le strutture pubbliche devono essere accessibili a tutti". Ma c’è anche altro. Guardando al territorio Bottai, seduto vicino a Silvano Cacciari, fonda l’associazione “Repubblica dei Villani”. “Non è nenia grillina, se diventerò consigliere regionale - dice - darò il 50% dell’indennità all’associazione, che creerà laboratori socio-culturali per Livorno. Il problema è sempre avere soldi per finanziare i progetti: proveremo a farlo così, 2.000 euro al mese per 5 anni fanno 120.000 euro di progetti sociali per Livorno. Saranno fatte delle commissioni, la porta è aperta a tutti”. Il tesseramento è partito: 5 euro a socio “per sostenere la campagna elettorale, perché vogliamo una certa autonomia, non ci siamo mai apparentati con nessuno…”.
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