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Cuore, grinta e tantissima fame: questa è l’Italia che vuole Spalletti

di Roberto Muretto
Cuore, grinta e tantissima fame: questa è l’Italia che vuole Spalletti

ll commissario tecnico nasconde le carte ma potrebbe confermare il 3-5-2. Il presidente Gravina suona la carica: «Il mister è un perfezionista ed è sereno

28 giugno 2024
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Come giocherà l’Italia domani contro la Svizzera? È una domanda ricorrente alla quale è difficile dare una risposta. La sensazione è che Spalletti possa riproporre il 3-5-2 per creare difficoltà sulle corsie ad un avversario che nelle tre partite del girone eliminatorio si è sempre schierato col 3-4-2-1. Ma certezze non ce ne sono. Il ct nasconde le carte, studia ogni dettaglio, spiega ai giocatori punti di forza e punti deboli degli elvetici. Soprattutto carica la squadra. Lo fa senza esagerare, la pressione è già tanta, farla crescere potrebbe avrebbe un effetto boomerang. Soprattutto non fa capire chi sarà il sostituto dello squalificato Calafiori. Buongiorno, Mancini? Oppure giocheranno tutti e due con Bastoni a completare il reparto? Ci vorrebbe la sfera magica per anticipare le scelte. Dopo la sfuriata del ct di lunedì notte, difficilmente usciranno spifferi dallo spogliatoio.

La grande gioia

Il suo gol alla Croazia è stato decisivo per non fare le valigie e tornare a casa. Mattia Zaccagni si gode il momento. «Sono stati giorni intensi - spiega -, abbiamo vissuto emozioni fortissime. Ora però pensiamo solo alla Svizzera. Il mio gol una scossa? La Nazionale ha sempre sofferto, ma nei momenti che contano è sempre venuta fuori». Eppure quella rete nel recupero ha cambiato l’umore degli azzurri e di tanti italiani. «L'esultanza è stata fantastica con tutta la panchina e lo staff - ricorda Zaccagni -. Alcuni di noi si sono fatti male a una costola perché eravamo schiacciati».

L’esterno della Lazio rivela la chiamata di Alessandro Del Piero dopo il gol. «È il mio idolo sin da bambino, bello ricevere i suoi complimenti. L'ho conosciuto a Coverciano prima degli Europei e mi ha chiamato anche dopo la partita, è stato davvero gentilissimo». Testa alla Svizzera adesso. «Servirà una grande gara per batterli e andare ai quarti. Loro sono forti e compatti. Austria e Svizzera sono le squadre che mi hanno impressionato».

Faccia nuova

È in lizza per sostituire Calafiori ma ancora non sa se toccherà a lui. O forse sì, però non si lascia sfuggire nemmeno mezza ammissione. Il dottor Alessandro Buongiorno, è laureato in economia aziendale, spera di avere una maglia da titolare domani sera a Berlino. «Se dovesse essere arrivato il mio momento, sono pronto. Spalletti mi sta insegnando tantissimo», le prime parole in conferenza stampa nella tarda mattinata di ieri. « Vivo emozioni fortissime. Con Rodriguez (compagno di squadra al Torino ndc) speravamo di vederci in finale, lo faremo un po' prima». Il difensore granata è uno dei giocatori più interessanti. Non a caso è seguito dalle big italiane e non solo. Ma lui e concentrato solo sugli Europei. «Abbiamo visto i video della Svizzera - racconta - e cercheremo di fare il possibile per arrivare pronti. Sappiamo di poter dare e garantire il massimo della professionalità per andare in fondo. È questo il nostro obiettivo. Troveremo una nazionale tosta, che gioca bene e sa attaccare la profondità, con calciatori rapidi e molto mobili. Il fatto che alcune grandi nazionali abbiano faticato nella prima fase, ci fa capire che nessuna partita è facile. E non lo sarà nemmeno quella di domani, ci sarà da lottare».

Parole al miele

Quelle del presidente della Figc, Gabriele Gravina, che ieri era in Italia per il consiglio federale e oggi tornerà in Germania. «Il gol di Zaccagni - ha detto - l’ho vissuto come un momento di liberazione, una grande soddisfazione per tutti i ragazzi, che vedo lavorare in maniera molto applicata». Su Spalletti, col quale ha parlato dopo la lite con i giornalisti, il suo pensiero è chiarissimo: «Lo vedo sereno. Lui è così, sa scegliere i tempi giusti per alzare il livello d’attenzione e, come ha detto lui stesso, si inietta quel veleno che gli serve. Lo vedo molto applicato sul lavoro. Ho conosciuto tanti allenatori nella mia vita sportiva ed è una sorpresa la sua dedizione: è un perfezionista, uno che si dedica e ama il suo lavoro».

Gli avversari

L’idea di calcio del ct Murat Yakin è precisa. Fa riferimento al caposaldo della difesa a tre, marchio di fabbrica della squadra elvetica, e composto dai pilastri rappresentati da Schar, Akanji e Rodriguez. Partendo da queste solide fondamenta, il selezionatore svizzero architetta il suo 3-4-2-1. Sulla corsia di destra, la squalifica di Widmer dovrebbe spalancare le porte a Stergiou, mentre sul versante opposto sta trovando continuità di rendimento il bolognese Aebischer.

In mezzo al campo toccherà ovviamente a Freuler e Xhaka gestire traffico e operazioni. Per quanto riguarda le soluzioni offensive, la certezza porta il nome di Shaqiri, ma il commissario tecnico Yakin ha effettuato diverse rotazioni nel pacchetto offensivo. Nelle prime due uscite ha puntato forte su Vargas in qualità di secondo rifinitore, mentre come prima punta contro l’Ungheria ha giocato da titolare (e segnato) Duah. Embolo è subentrato a gara in corso trovando la via del gol, prima di prendersi i gradi di titolare negli impegni seguenti. Tante soluzioni e una certezza: quella elvetica è una nazionale che ha molte frecce nel suo arco.




 

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