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Italia-Svizzera: i selfie di Totti e Ilary in tribuna e il maledetto rigore di Jorginho

di Alessandro Bernini
Italia-Svizzera: i selfie di Totti e Ilary in tribuna e il maledetto rigore di Jorginho

12 novembre 2021, gli elvetici e il sogno mondiale che va in frantumi

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Cielo cupo. 12 novembre 2021. All’Olimpico di Roma in tribuna Totti e Ilary sembrano ancora la coppia perfetta, poco più in là Berrettini si gode il suo settimo posto nella classifica Atp senza immaginare del ciclone Sinner, mentre in panchina il ciuffo di Mancini non è ancora sbiancato.

É la notte di Italia-Svizzera. I ricordi di Wembley sono ancora freschi: noi, campioni d’Europa in carica, abbiamo però bisogno di una vittoria per qualificarci ai Mondiali in Qatar. Ma come si fa a non essere ottimisti. E poi c’è l’Olimpico esaurito, ci sono i “po-popopo-popo po”, c’è una Svizzera che onestamente non ci fa troppa paura.

L’Italia è quella che va avanti sulla scia dell’Europeo, non è ancora tempo di rivoluzioni perché la speranza è di allungare il ciclo. Noi col 4-3-3: Donnarumma; Di Lorenzo, Bonucci, Acerbi, Emerson; Barella, Jorginho, Locatelli ; Chiesa, Belotti , Insigne. Ovvero 5/11 della squadra che potremmo rivedere sabato a Berlino, anche se per la verità gli unici oggi sicuri della maglia sono Donnarumma e Barella. Impressionante rileggere ora la formazione della Svizzera: i primi 6 giocatori sono i soliti ovvero Sommer, Schar, Akanji, Rodriguez, Widmer e Freuler, in più c’è Vargas che tre anni fa era titolare e ora entra sempre a partita in corsa.

L’illusione di una serata di festa dura quanto uno starnuto. All’11’ siamo già sotto, un destro di Widmer dal limire dell’area gela l’Olimpico. Pure Lotito, solitamente impassibile, si mette le mani nei capelli. Un attimo di sbandamento ma reagiamo presto e al 35’ siamo 1-1 grazie a un colpo di testa di Di Lorenzo con la benedizione del Var.

Evitiamo lo scorrimento lento di Vasco e andiamo dritti al minuto 88. Siamo ancora 1-1, pessimo risultato, tanto che il ciuffo di Mancini ora sembra più bianco. Attacco azzurro, Berardi cade in area dopo una spinta di Garcia, l'arbitro lascia correre, ma interviene il Var : si va al video e cambia la decisione, è rigore.

Chi va sul dischetto ? Mancini indica Jorginho. Ma come? Proprio lui che ha sbagliato gli ultimi due rigori (compreso uno a Wembley)? Eh si, ci va lui. Eh si, e sbaglia ancora. Sommer non deve neanche intervenire, il pallone finisce fuori tra le maledizioni dei 52.000 dell’Olimpico e dei 10 milioni davanti alla tv.

E il peggio deve ancora venire. L’Italia infatti avrebbe altri due match-ball ma se li gioca in modo imbarazzante: prima non vince a Belfast contro l’Irlanda del Nord e poi riesce a perdere pure lo spareggio contro la Macedonia del Nord. Addio mondiale in Qatar. A ripensarci oggi, c’è quasi da non crederci.

Cos’è cambiato in questi due anni e mezzo? Noi siamo ancora lì a cercare una dimensione internazionale che stentiamo a trovare. Campioni non ne sono sbocciati, Spalletti ancora non si è attrezzato per i miracoli. E continuiamo a cercare disperatamente degli attaccanti che non ci sono: quel giorno ci affidammo a un Belotti ormai in evidente parabola calante, oggi proviamo con Scamacca e Retegui.

E allora ecco che la Svizzera ci fa più paura di allora. Là davanti nel frattempo sono diventati meno prevedibili, Embolo e Ndoye sono due crostini non facili da digerire e nel complesso Murat Yakın è riuscito a dare alla sua nazionale una solidità tattica che mai ha avuto.

Prepariamoci. Sarà una battaglia. Più di quel 12 novembre 2021. Quando Totti e Ilary si facevano ancora i selfie.


 

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