Il Tirreno

Verso la sfida decisiva

Croazia-Italia, niente rivoluzione: confermati Jorginho e Di Lorenzo

di Massimo Sesena
Croazia-Italia, niente rivoluzione: confermati Jorginho e Di Lorenzo

ll ct assicura che gli Azzurri non faranno calcoli e giocheranno per vincere ma intanto schiera il regista dell’Arsenal contando sul ritmo basso di Modric e C.

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Maledetti calcoli. Alla fine, checché ne dicano Spalletti o Bastoni – che ieri hanno prestato il petto alle critiche post-Spagna – a Lipsia, contro la Croazia di Modric, saranno i calcoli a tirarci fuori dai guai, comunque. Per tornare a casa, per uscire dall’Europeo dopo questa sera, gli azzurri dovrebbero combinarla davvero grossa. E non basterebbe comunque, perché dovrebbe accadere l’imprevedibile, ovvero che l’Albania batta i funamboli della Spagna. Ecco perché, anche soltanto nei meandri dell’inconscio, c’è alla fine qualcosa che fa sorridere Spalletti e i suoi, e che ha come effetto il rinvio di quella rivoluzione che tutti, dopo la pessima figura contro la Spagna, avevano ipotizzato o addirittura sperato.

Nessuna rivoluzione, soltanto un ritocco al modulo, e un paio di sostituzioni, una delle quali peraltro forzata perché causata da un infortunio muscolare. Per il resto, il Ct azzurro va dritto per la sua strada che a noi continua a sembrare piuttosto tortuosa.

Darmian e Retegui

Sono questi, alla fine, gli unici due innesti che modificheranno lo schieramento degli azzurri contro la Croazia. Darmian prenderà il posto di Dimarco perché infortunato e Retegui quello di Scamacca che in due partite non ha mai visto la porta. Per la bruttissima performance contro la Spagna paga soltanto l’attacco, a tutti gli altri – compresi i peggiori in campo Di Lorenzo e Jorginho – Spalletti ha deciso di concedere una prova d’appello. Giusto? Sbagliato? Lo dirà ancora una volta il campo, di certo dopo aver costretto Di Lorenzo a vivere una delle sue peggiori giornate da quando gioca a calcio, ora il Ct lo rimanda in campo come se (quasi) nulla fosse. Invero, Spalletti conosce Di Lorenzo meglio di chiunque altro e avrà le sue ragioni.

Il ripescaggio di Jorginho

Allo stesso modo, dopo che tutti gli osservatori si erano sbizzarriti in questi giorni inserendo qua e là altri giocatori, in mezzo al campo il Ct sembra deciso a rimetterci Jorginho. Il motivo che nell’ambiente azzurro ieri andava per la maggiore, era in pratica una indiretta dichiarazione di colpa per il disastro di Gelsenkirchen: contro una Croazia che ha una età media da Rsa, Jorginho può fare il regista.

Una frase che letta controluce può suonare così: contro una Spagna che va a trecento all’ora Jorginho non doveva giocare. Lo ha quasi ammesso, senza peraltro fare nomi, lo stesso Spalletti nella conferenza stampa di ieri. Forse ho sbagliato, ha detto ieri ai giornalisti.

Ma stavolta – è l’azzardo sottinteso di Spalletti – contro una squadra bella, forte ma a fine corsa, Jorginho ci può stare. E Fagioli? Titolare in pectore dopo la sconfitta con la Spagna, ha fatto la fine dei cardinali che entrano papi in conclave.

Calcoli, anche in questo caso: Fagioli è fermo da mesi dopo la squalifica per scommesse, ha soltanto due partite nelle gambe. Paolo Rossi , quando Bearzot lo convocò a dispetto di tutti, ne aveva giocate tre in tutto con la Juve. Altri tempi. E anche altri interpreti. In campo e anche in panchina.

Solo qualche ritocco

Ecco allora che alla fine, chi si aspettava la rivoluzione in casa Azzurri dovrà metter giù le voglie, almeno fino a quando non saremo agli Ottavi.

Il Ct azzurro che si fida dei suoi giocatori, assicura – in duetto con Bastoni – che l’Italia non farà calcoli, giocherà per vincere e così farà anche la formazione della Croazia che sarà anche a fine corsa, ma ha talento da vendere.

E in certi casi, quello che in Italia si fa fatica a capire, il talento è decisivo. Ecco allora che, al netto dei non facili inizi di partita che hanno fin qui caratterizzato l’Europeo di Donnarumma e compagni (il gol lampo subito contro l’Albania e la rumba dall’inizio alla fine contro la Roja), le rivoluzioni ipotizzate in questi giorni passati a leccarci le ferite, potrebbero arrivare a partita in corso, ad esempio nell’ultima mezz’ora, quando ci sarà bisogno di freschezza. Basterà? Sicuramente bisognerà anche tendere l’orecchio a Dusseldorf, dove l’Albania affronterà una Spagna già con la testa agli ottavi e con un pesante turn-over già annunciato. Calcoli, anche altrove si fanno calcoli, ma con una leggerezza che questa Italia non può permettersi di avere.




 

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