Gioco
Italia-Croazia, Spalletti sfoglia la margherita. Quanti ne cambio: tre o quattro?
Il ct dell’Italia blinda gli allenamenti. Si ferma Dimarco, con la Croazia non ci sarà Darmian, Retegui e uno tra Cristante e Fagioli sono le possibili “facce nuove”
Luciano Spalletti blinda gli allenamenti dell’Italia. Porte rigorosamente chiuse. Il ct non vuole occhi indiscreti, nessun vantaggio ai prossimi avversari. La sfida di domani contro la Croazia è troppo importante. Non lo è solo per la qualificazione agli ottavi di finale (agli azzurri basterà un pareggio), ma soprattutto serve una risposta sul campo alla valanga di critiche che hanno travolto gli azzurri dopo la sconfitta con la Spagna. Giovedì scorso le Furie Rosse hanno impartito una lezione di calcio, dominato una squadra che ha solo subito. Le parate di super Gigio Donnarumma hanno evitato una goleada. Il selezionatore dell’Italia riflette, sa che deve intervenire, cambiare qualcosa nella formazione iniziale. Intanto dovrà sostituire Federico Dimarco che non ha assorbito la botta al polpaccio e dovrà saltare il match di domani. Al suo posto probabile Darmian, con Cambiaso sulla corsia destra. Saranno tre o quattro le “facce nuove” tra i primi undici. Jorginho è uno dei candidati a sedersi in panchina. Cristante sembra essere il sostituto naturale ma qualche chance di partire tra i titolari ce l’ha anche Fagioli. L’altro avvicendamento potrebbe essere in attacco: fuori Scamacca, spazio a Retegui, che nei pochi minuti giocati contro la Spagna, ha dato segni di vita al contrario del compagno, apparso in grande difficoltà. Il terzo cambio sembra quello più scontato: Darmian per un irriconoscibile Di Lorenzo. Ma lo stop di Dimarco potrebbe dirottare l’interista a destra. La presenza ieri in conferenza stampa del difensore è indirettamente una conferma che sarà in campo.
«Stiamo analizzando in modo dettagliato la partita di giovedì. Dobbiamo evitare di commettere gli stessi errori e preparare la sfida con la Croazia nel migliore dei modi - le parole di Matteo Darmian -. Stiamo bene, abbiamo la giusta voglia e la determinazione per portare a casa un risultato importante, mettendo in campo le nostre qualità. Che sono tante».
Un accenno alla sconfitta con la Spagna impossibile non farlo. «È normale essere delusi - aggiunge Darmian -, volevamo fare meglio, ma davanti avevamo una squadra forte e organizzata. Dalle sconfitte sono convinto si possa solo imparare, ci rifaremo con la Croazia». Basterebbe anche un pari ma Darmian tira dritto: «Non stiamo facendo discorsi legati al fatto che possa essere sufficiente non perdere. Sarebbe sbagliato pensare che abbiamo due risultati su tre, scenderemo in campo per la vittoria».
L’esterno destro dell’Inter è sereno. Ha una faccia rilassata, fa capire anche all’interno del gruppo la voglia di rifarsi è tanta. «Dopo una vittoria non bisogna esaltarsi troppo, così come dopo una sconfitta non è tutto da buttare. Dobbiamo essere più equilibrati, cercare di imparare dagli errori per continuare a migliorare giorno dopo giorno in allenamento, poi trasferire in campo la delusione che c'è stata e trasformarla in energia e rabbia positiva. Quella contro la Spagna è stata una sconfitta arrivata dopo una gara non giocata come volevamo, ma dobbiamo essere anche consapevoli di quelle che sono le nostre forze e dimostrarlo in campo a partire dalla partita contro la Croazia. Altre nazionali possono anche avere qualità individuali maggiori delle nostre, ma a livello di gruppo abbiamo valori importanti e lo vogliamo dimostrare già da lunedì».
Darmian in campo dall’inizio? Il difensore dà una risposta diplomatica: «Io sono a disposizione del mister e delle scelte che farà per il bene della squadra. Se sarò chiamato in causa cercherò di dare il mio contributo . Abbiamo le possibilità per andare avanti e vogliamo farlo a tutti i costi».
Sulle spalle porta un numero importante, il 10, quello che solitamente scelgono i fuoriclasse. Lorenzo Pellegrini è anche lui finito nel tritacarne dopo il ko di giovedì scorso. Forse, però, un po’ meno degli altri. Dovrebbe restare tra i primi undici e racconta qual è l’umore a casa Italia. «La nostra mente è già proiettata alla prossima partita». Il centrocampista della Roma si lascia poi andare ad un concetto filosofico. «Serviranno testa e cuore perché solo una o l’altra cosa non ti fa andare avanti. Il cuore serve perché quando indossi la maglia della Nazionale rappresenti un intero Paese. Bisogna tenere a mente che è una responsabilità grande e bisogna avere la personalità necessaria per assumersi questa responsabilità. E poi ci vorrà testa perché in partite così importanti sono i dettagli a fare la differenza e in quelli la testa ti aiuta tantissimo».
La sensazione che si ricava e che i campioni d’Europa in carica sono feriti, stanno medicando le piaghe ma sono pronti a dimostrare che valgono di più di quanto visto con la Spagna. «Siamo un bel gruppo, siamo uniti. Continueremo a farlo per rendere i nostri tifosi orgogliosi».
La Croazia ha un solo punto e nelle due precedenti partite ha evidenziato limiti nella costruzione del gioco e anche nella fase difensiva. Pellegrini replica secco: «È una squadra forte. Ha giocatori incredibili e tanta qualità. Noi cercheremo di fare la partita». La fiducia c’è, anche se un po’ scalfita dalla lezione di calcio subita dagli iberici. Ma ora conta solo una cosa: passare il turno.
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