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Israele: «Le bombe su Gaza sono solo l’inizio, pronto attacco via terra». Hamas: «Pronti a dialogo»
Il primo ministro israeliano al parlamento: «Invaderemo tutti i villaggi per rimetterli sotto il nostro controllo. Lanceremo un attacco massiccio». Dal fronte palestinese: «Aperti a trattare, abbiamo raggiunto i nostri obiettivi»
Si intensifica il conflitto in Medio Oriente. Vanno avanti i combattimenti tra i militanti di Hamas e le forze israeliane, dopo l'offensiva a sorpresa contro lo Stato ebraico lanciata sabato dalla Striscia di Gaza: le vittime al momento sarebbero 700, più di 2.150 i feriti da parte israeliana, nonché circa 430 vittime e almeno 2.300 feriti sul lato palestinese. «È il peggior massacro di civili nella storia del nostro Paese», ha detto un portavoce delle forze armate. E ci sono anche due italiani dispersi: si tratterebbe di padre e figlio.
«Non abbiamo scelta»
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto al presidente americano Joe Biden che Israele di non avere altra scelta che lanciare un’operazione di terra a Gaza. «Dobbiamo entrare», avrebbe detto il leader israeliano, secondo tre fonti israeliane e statunitensi informate della chiamata e raggiunte in esclusiva dal sito di notizie Axios. Durante la telefonata, Biden avrebbe sollevato la questione degli ostaggi israeliani a Gaza, secondo le tre fonti, ma il primo ministro ha ribadito: «Dobbiamo entrare. Non possiamo negoziare adesso». Netanyahu avrebbe detto a Biden che Israele deve necessariamente rispondere con la forza perché un paese non può mostrare debolezza in Medio Oriente. «Dobbiamo ripristinare la deterrenza», avrebbe detto il primo ministro israeliano.
L’avvertimento di Netanyahu
Nella serata di lunedì 9 ottobre il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che l’attuale bombardamento di Gaza è «solo l’inizio». Ha poi aggiunto che Israele farà di tutto per liberare i prigionieri detenuti a Gaza. «Siamo in guerra per garantire la nostra sopravvivenza. Sconfiggeremo questi animali umani», ha detto Benjamin Netanyahu rivolgendosi alla Knesset, ovvero il parlamento. «Hamas è Daesh», ha proseguito. «Invaderemo tutti i villaggi di Israele per rimetterli sotto il nostro controllo. Lanceremo un attacco massiccio contro Hamas. Ed espanderemo il nostro dispiegamento al confine settentrionale e in tutto il territorio israeliano. Sto rafforzando tutti i servizi di sicurezza», ha detto il premier.
«Hamas pronto al dialogo per la tregua»
Hamas è aperta alle discussioni su una possibile tregua con Israele, avendo «raggiunto i suoi obiettivi». Lo ha detto un alto esponente del gruppo, Moussa Abu Marzouk, ad Al Jazeera in un'intervista telefonica. Hamas è aperto a «qualcosa del genere» e a «tutti i dialoghi politici», ha risposto quando gli è stato chiesto se il gruppo sia disposto a discutere un possibile cessate il fuoco. Moussa Abu Marzouk ha anche detto che Hamas ha catturato «decine» di cittadini israeliani con doppia cittadinanza, compresi quelli con cittadinanza russa e cinese.
L’assedio totale a Gaza
Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha annunciato l'imposizione di un «assedio totale» alla Striscia di Gaza, nel terzo giorno dell'offensiva lanciata contro Israele da questo territorio palestinese dal movimento islamico Hamas. «Stiamo imponendo un assedio completo a Gaza», ha detto Gallant in un video diffuso dai suoi servizi. «Niente elettricità, niente acqua, niente gas», ha aggiunto. Circa 2,3 milioni di palestinesi vivono nella Striscia di Gaza, un territorio densamente popolato e colpito dalla povertà, sotto blocco israeliano dal 2007.
«Almeno 78 bambini uccisi a Gaza»
«Con l'intensificarsi dell'escalation in Israele e a Gaza, il numero di bambini coinvolti nella violenza è in aumento. Fino a domenica 8 ottobre erano stati uccisi almeno 700 israeliani e 413 palestinesi, tra cui almeno 78 bambini a Gaza. Il numero di bambini uccisi in Israele non è ancora stato confermato». Lo riferisce Save the Children, che lancia un allarme per i bambini sottolineando che stanno affrontando rischi inimmaginabili per la loro sicurezza, con conseguenze terribili a lungo termine per la loro salute mentale, tra cui depressione, incubi, enuresi e autolesionismo. «Mentre la violenza continua, le fonti ufficiali faticano a tenere il passo con le vittime, che si prevede continueranno ad aumentare con il proseguire delle operazioni militari», scrive l'organizzazione. Save the Children chiede un cessate il fuoco immediato per evitare un'ulteriore escalation che metta a rischio i bambini. Tutte le parti devono fare del loro meglio per proteggere i bambini e rispettare il diritto umanitario internazionale.
Il ruolo dell’Iran
Da parte sua, intanto, l'Iran ha negato il coinvolgimento nel blitz. «Noi sosteniamo fortemente la Palestina, ma non siamo coinvolti nella risposta della Palestina, poiché essa viene presa solo dalla Palestina stessa», ha scritto la missione iraniana presso le Nazioni Unite. Una versione smentita dalle colonne del Wall Street Journal, dove vengono raccolte le parole di alcuni alti funzionari di Hamas e Hezbollah, i quali sostengono che Teheran abbia approvato l'offensiva di Hamas contribuendo a pianificare le incursioni aeree, terrestri e marittime. Dopo la riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di ieri sera non è stata redatta alcuna dichiarazione congiunta. «Un gran numero di paesi hanno condannato gli attacchi di Hamas. Ma ovviamente non tutti», si è rammaricato il vice-ambasciatore americano Robert Wood. «Potete sicuramente identificarne uno senza che io dica nulla», ha aggiunto, con una chiara allusione alla Russia. Da parte sua, il presidente americano Joe Biden ha ordinato «ulteriore sostegno a Israele di fronte a questo attacco terroristico senza precedenti da parte di Hamas». Il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin ha affermato che Washington «fornirà rapidamente alle forze di difesa israeliane attrezzature e risorse aggiuntive, comprese le munizioni».
Cosa fanno gli Stati Uniti
Austin ha quindi confermato che la portaerei USS Gerald R Ford e un gruppo di navi da guerra si porterà nel Mediterraneo orientale. Gli Usa stanno inoltre «aumentando gli squadroni di aerei da combattimento nella regione». Immediata la risposta di Hamas secondo un cui portavoce gli aiuti statunitensi equivalgono ad «un’aggressione» contro i palestinesi. Il conflitto ha avuto un impatto globale, con diversi altri paesi che hanno denunciato la morte, il rapimento o la scomparsa di cittadini, tra cui Brasile, Gran Bretagna, Francia, Germania, Irlanda, Messico, Nepal, Tailandia e Ucraina. Un portavoce del Consiglio di sicurezza degli Stati Uniti ha confermato che "diversi" americani sono stati uccisi nell'attacco a sorpresa, ma non ha fornito ulteriori dettagli.
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