Il Tirreno

Sardegna

Picchia la madre fino a ucciderla: il figlio preso mentre vagava

di Sara Panarelli
Picchia la madre fino a ucciderla: il figlio preso mentre vagava

Tragedia familiare, il 43enne fermato con i vestiti ancora sporchi di sangue

25 febbraio 2024
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CAGILIARI. Ha chiamato in piena notte sua cugina al telefono e le ha detto: «Mamma mi ha aggredito e io mi sono difeso». Poi ha buttato giù il telefono, ha preso l’auto e ha girovagato per qualche ora prima di essere arrestato. Nel frattempo, la cugina ha avvisato il fratello, che è andato a casa della madre e l’ha trovata morta, con il corpo devastato dalle botte e le suppellettili del soggiorno divelte.

Simone Uras, 43 anni, è accusato di omicidio volontario per aver massacrato di botte fino a farla morire la madre 77enne Maria Atzeni, trovata senza vita sabato notte nella sua casa di San Gavino Monreale, nel sud della Sardegna. L’uomo, che da quanto si apprende ha problemi psichici e ha avuto problemi di tossicodipendenza, è stato fermato con indosso i vestiti ancora sporchi di sangue a Pabillonis, mentre girava senza meta, dai carabinieri di Villacidro. Secondo quanto trapela, già in passato i carabinieri erano intervenuti in quell’abitazione per liti in famiglia e, in un’occasione, era stato richiesto anche un trattamento sanitario obbligatorio per il 43enne, che sarebbe però stato rifiutato.

Il sostituto procuratore di turno, Nicoletta Mari, affiderà oggi l’incarico al medico legale per l’autopsia ma è anche probabile che venga richiesta una consulenza psichiatrica su Uras.

Dopo l’arresto Uras è stato portato nel carcere cagliaritano di Uta, mentre la casa nella centrale via Tiziano è stata sottoposta a sequestro.

Sul corpo della 77enne sono stati trovati lividi e segni di percosse, soprattutto in testa. Quando è stata trovata, ormai senza vita, dall’altro figlio, Maria Atzeni era riversa sul pavimento del soggiorno di casa, e suppellettili e arredi della stanza erano stati completamente devastati.

Il 43enne -intanto gli inquirenti cercano di capire se abbia ancora problemi con la droga- è stato interrogato fino a tarda notte in caserma. I carabinieri hanno sentito anche il fratello, che ha trovato il corpo della madre dopo essere stato allertato dalla cugina, e ha chiamato immediatamente i soccorsi: ma, nonostante l’arrivo del 118 e i tentativi di rianimarla, non c’è stato nulla da fare per salvarla.

Sotto choc i cittadini del centro del Medio Campidano. «La signora Maria era una persona mite e conosciuta in paese, restiamo in attesa dei riscontri delle indagini da parte degli inquirenti», commenta il sindaco Carlo Tomasi.

«È stato un risveglio nel dolore per la nostra comunità, una tragedia del genere non è mai accaduta e siamo tutti molto provati».

 

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