Il Tirreno

La tragedia

Il tragico destino di Nino Cescutti: travolto e ucciso l’ex asso del basket

Due immagini di Cescutti: a sinistra in versione giocatore, a destra in una foto recente
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Due immagini di Cescutti: a sinistra in versione giocatore, a destra in una foto recente

Stava passeggiando a Udine: miglior realizzatore in A nel 1960 e 1962

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UDINE. Talento sopraffino, mani capaci di disegnare traiettorie paradisiache. Icona del basket di una volta, gigante di un’epoca lontana di uno sport che negli ultimi decenni è cambiato alla velocità della luce. Aveva 84 anni Nino Cescutti. Stava camminando sotto la pioggia, a Udine, quando un’auto l’ha travolto uccidendolo.

La tragica notizia della morte del due volte campione d’Italia è stata diffusa dalla Federbasket nella giornata di sabato 21 ottobre. Inutili i soccorsi dei sanitari.

«Alla famiglia Cescutti vanno il commosso abbraccio e le sentite condoglianze del presidente Fip Giovanni Petrucci, a titolo personale e a nome della pallacanestro italiana», si legge nel comunicato della Fip. Giambattista Cescutti, detto Nino, ha giocato trenta gare (133 punti) in Azzurro partecipando al Campionato del mondo del 1963 in Brasile e all’Europeo del 1965 a Mosca.

Ha vinto due scudetti – nel 1959 con il Simmenthal Milano e nel 1964 con l’Ignis Varese – oltre a una Coppa Intercontinentale e la Coppa delle Coppe (1966). Miglior realizzatore della Serie A nel 1960 e nel 1962. Ha chiuso la carriera ad Udine.

Ha allenato in Svizzera e poi l’Apu Udine nella stagione 74-75.

«L’amministrazione regionale esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Nino Cescutti ex giocatore e allenatore di pallacanestro e primo friulano a giocare in Nazionale, che ha saputo portare in alto i valori dello sport e la cui passione e dedizione hanno ispirato molti».

Così il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che nella nota sottolinea come Cescutti abbia saputo, «con il suo esempio e il suo insegnamento, incoraggiare molti giovani ad avvicinarsi allo sport come occasione di crescita e di affermazione personale. Lo ricordiamo – si conclude la nota della Regione Friuli Venezia Giulia come uomo e sportivo di valore».

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