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Bambina di 4 anni muore per difterite a Palermo: i genitori non l’avevano fatta vaccinare – I sintomi dell’infezione

di Redazione web

	La piccola è morta all'ospedale di Palermo
La piccola è morta all'ospedale di Palermo

La coppia ha raccontato di non aver vaccinato la figlia perché una parente era autistica e temevano ci fosse un legame. In Italia dal 2000 sono cinque i casi segnalati

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PALERMO. Una bambina di quattro anni è morta la notte scorsa all'ospedale Civico di Palermo. L'ipotesi della causa di morte è difterite. I genitori no vax, alla nascita, non l'avevano fatta vaccinare. La bambina è arrivata sabato notte all'ospedale Cervello in condizioni disperate, qui è stata intubata, ma viste le sue condizioni è stata trasferita alla terapia intensiva dell'Ospedale dei bambini di Palermo.

Sentiti dai medici, i genitori, originari dello Zen, hanno raccontato di non avere vaccinato la figlia perché una parente era autistica e temevano che fosse colpa del vaccino. La notte scorsa la morte con ogni probabilità per difterite, una malattia scomparsa da più di 10 anni in Italia. «Stiamo facendo le analisi - spiega all'Adnkronos l'assessore regionale alla Salute Marcello Caruso - per accertare che si tratti di difterite. Gli esiti si avranno più tardi».

La difterite - come precisa il ministero della Salute - è una malattia infettiva acuta, potenzialmente fatale, a notifica obbligatoria, causata da ceppi appartenenti alla specie Corynebacterium diphtheriae produttori di tossina. Rara nei paesi industrializzati, endemica in altre zone del mondo, in Italia dal 2000 sono cinque i casi segnalati.

Il direttore sanitario: «Abbiamo fatto di tutto per salvarla»

«Abbiamo fatto di tutto per salvare la bambina. Purtroppo c'è stata una cascata di eventi che ha portato a uno scompenso organico e alla morte». A parlare con l'Adnkronos è Domenico Cipolla, direttore sanitario dell'Ospedale civico di Palermo dove è morta la bambina di 4 anni, mai vaccinata. Non c'è ancora la certezza che la causa di morte sia stata la difterite perché «aspettiamo la conferma definitiva dall'Istituto superiore di sanità», spiega, ma «i tamponi che abbiamo fatto sono stati positivi al batterio, quindi per noi è difterite». La piccola era stata portata prima il 13 e poi il 15 agosto in un altro ospedale per seri problemi respiratori. I genitori erano convinti che si trattasse di una tonsillite. Ma la seconda volta è stata trattenuta e intubata. Subito dopo, data la gravità della situazione, «l'hanno trasferita da noi in Rianimazione - spiega ancora Cipolla - abbiamo fatto il tampone ed eseguito l'Ecmo, abbiamo fatto tutte le manovre di supporto. Poi l'abbiamo trasferita in cardiochirurgia pediatrica al Civico per le relative terapie antibiotche in vena, con la dialisi. Insomma abbiamo davvero fatto l'impossibile». Sono in corso adesso le analisi per accertare che si tratti di difterite. Il direttore sanitario ne è convinto. «I sintomi sono assolutamente quelli della difterite ma la conferma la deve dare l'Istuto superiore sanità, attendiamo l'esito nei prossimi giorni. Ma il fatto che non fosse vaccinata a e il decorso, portano a pensare che fosse difterite. L'hanno vista anche gli infettivologi e gli specilalisti. Dunque, per noi è morta di difterite».

Malattia potenzialmente fatale

La difterite è una malattia infettiva acuta e potenzialmente fatale, provocata dal batterio “Corynebacterium diphtheriae”. «Una volta entrato nel nostro organismo, questo agente infettivo rilascia una tossina che può danneggiare, o addirittura distruggere, organi e tessuti. Gli organi coinvolti variano a seconda del tipo di batterio: il più diffuso colpisce la gola, il naso e talvolta le tonsille, mentre un altro tipo, presente soprattutto nelle zone tropicali, provoca ulcere della pelle. Più raramente, l'infezione coinvolge la vagina o la congiuntiva», sottolinea l'Istituto superiore di sanità (Iss) sul proprio sito. «Per quanto possa colpire a qualsiasi età, la difterite riguarda essenzialmente i bambini non vaccinati. Nei Paesi con clima temperato, si diffonde durante i mesi invernali», aggiungono gli esperti. La tossina difterica, oltre a indurre necrosi tessutale locale, può diffondere attraverso il circolo sanguigno e raggiungere organi vitali causando gravi complicanze. Dagli ultimi dati disponibili del ministero della Salute, nel 2022 si sono registrati 3 casi di C. diphtheriae tossigeno, di cui 2 di difterite cutanea e 1 con manifestazione sia respiratoria che cutanea (tutti di importazione). Di questi 2 sono stati confermati microbiologicamente dall'Iss.

Come si trasmette

«La difterite si trasmette per contatto diretto con una persona infetta o, più raramente, con oggetti contaminati da secrezioni delle lesioni di un paziente. In passato, anche il latte non pastorizzato ha rappresentato un veicolo di infezione», sottolineano.

I sintomi

«Il periodo di incubazione dura da due a cinque giorni. Quando l'infezione riguarda l'apparato orofaringeo, i primi sintomi sono mal di gola, perdita dell'appetito e febbre leggera. Entro due o tre giorni, sulla superficie delle tonsille e della gola si forma una caratteristica membrana grigiastra, dai margini infiammati. Talvolta queste lesioni possono sanguinare e assumere un colore verdastro o nero. Altri sintomi associati all'infezione possono essere gonfiore del collo e ostruzione delle vie respiratorie». Generalmente la malattia ha un decorso benigno, ma in alcuni casi possono insorgere complicanze gravi a livello cardiaco: aritmie, con rischio di arresto cardiaco, miocardite, insufficienza cardiaca progressiva. «La difterite - spiega l'Iss - va sospettata nella diagnosi differenziale nelle seguenti patologie: faringiti batteriche e virali, mononucleosi infettiva, sifilide orale, candidosi, angina di Vincent. La diagnosi viene confermata dall'esame batteriologico delle lesioni».

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