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Merone, un violinista grossetano suona nell’orchestra di Sanremo

Sara Landi
Merone, un violinista grossetano suona nell’orchestra di Sanremo

Ha collaborato negli anni scorsi per la realizzazione di alcuni programmi «Una macchina complessa, niente viene lasciato al caso nel backstage» 

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Martedì si alza il sipario sull’Ariston di Sanremo: parte la 69ª edizione del Festival della canzone italiana. Se lo scorso anno Sanremo Giovani ha consacrato il talento del cantautore Lorenzo Baglioni, nato a Grosseto, quest’anno la Maremma avrà un suo rappresentante Doc tra gli orchestrali. Parliamo del maestro Massimo Merone, violinista, direttore di coro e d’orchestra e membro fin dalla sua fondazione dell’Orchestra sinfonica Città di Grosseto oltre che docente dell’Istituto musicale comunale Giannetti.

Da Grosseto a Sanremo. Come nasce la sua presenza nell’orchestra del festival?

«Da qualche anno ho la fortuna di collaborare con l’orchestra sinfonica di Sanremo come direttore d’orchestra: con loro ho potuto realizzare negli anni scorsi programmi musicali che vanno dalla musica sinfonica alla musica leggera. Per la prima volta mi è stato proposto di suonare per il festival come violino aggiunto e ho accettato con piacere».

Com’è la macchina del festival vista dal suo interno?

«La preparazione è lunga e accurata. L’orchestra è il cuore di questo evento, per questo le prove sono impegnative e lunghe. Ad ogni modo l’atmosfera è rilassata e piacevole poiché è garantita l’alta professionalità dei musicisti. Si provano le canzoni in una atmosfera gradevole e divertente condivisa con gli artisti in gara. E poi ci sono i conduttori Claudio Baglioni, Claudio Bisio e Virginia Raffaele che si completano a vicenda assicurando uno spettacolo gradevole e divertente. Quello che il pubblico televisivo non vede è il lavoro di backstage della Rai nella preparazione: dalla scenografia ai costumi ai testi niente è lasciato al caso. Gli interpreti e il gossip finiscono spesso per oscurare la vera protagonista del festival, la canzone italiana».

Come giudica la qualità musicale di questa edizione?

«Il gossip fa parte inevitabilmente di un evento di questo genere, lo dimostrano le tante persone in attesa di un autografo fuori dal teatro Ariston. Posso dirvi che, dal mio punto di vista, alcune delle canzoni che sentirete sono veramente interessanti, altre non incontrano il mio gusto. Lascio al pubblico le valutazioni che gli spettano. Per quanto riguarda l’aspetto esecutivo sia per le canzoni in gara sia per i brani degli ospiti l’orchestra esegue tutto dal vivo garantendo la migliore riuscita. Anche per questo aspetto lascio il giudizio a chi seguirà la diretta televisiva».

Al suo già ricco curriculum si è aggiunta la direzione di Vivace, la sezione giovanile dell’Orchestra sinfonica Città di Grosseto. Come si trova a lavorare con i giovani talenti?

«Vivace è una realtà straordinaria che vede giovanissimi musicisti impegnati nel grande repertorio. Devo ringraziare l’orchestra e il suo presidente Antonio Di Cristofano per avermi dato l’incarico di dirigere questa magnifica orchestra e tutti coloro che ne hanno voluto fortemente la nascita. Con Vivace si lavora bene e seriamente: tutti sono amici e si scambiano le proprie esperienze per crescere insieme. Gli impegni non mancano e sono tante le proposte di concerto. La prospettiva è crescere, sia musicalmente che numericamente. Il pubblico di Grosseto è fortunato perché in città ha ben due orchestre di livello: è un privilegio di cui andare fieri». —

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