Il Tirreno

Grosseto

Dialoghi lungo i “Sentieri di giustizia”

Stefano Fabbroni
Davide Cerullo apre i “Sentieri di giustizia”
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Davide Cerullo apre i “Sentieri di giustizia”

Percorsi di vita, dal buio alla luce, attraverso la fede: tre incontri straordinari con Caritas Grosseto

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GROSSETO. Tre percorsi umani di grande impegno civile per insegnare che c’è per tutti una seconda occasione nella vita. Li presenta la Caritas diocesana di Grosseto nella seconda edizione de i “Sentieri di giustizia”: tre testimonianze di chi, direttamente o indirettamente, ha vissuto vicende di grave difficoltà da cui, però si è sollevato grazie all’aiuto della fede. Tre appuntamenti, a cadenza mensile da marzo a maggio che vedranno protagonisti tre figure differenti: un laico, un sacerdote e una religiosa.

«La scelta del tema “giustizia” – spiega don Enzo Capitani, direttore di Caritas diocesana di Grosseto – rivendica una concezione sbagliata del carcere: l’opinione pubblica ha la tendenza a condannare con indifferenza i soggetti che vi entrano senza considerare che ci sia la possibilità di rifarsi una vita». Su questo punta il primo incontro di lunedì 26 marzo alle 21, “Il Vangelo secondo Scampia”, alla Multisala del centro commerciale Aurelia Antica con Davide Cerullo, napoletano del quartiere di Scampia e carcerato, che proprio durante il periodo di detenzione inizia a entrare in contatto con il Vangelo: il suo “sentiero” da allora si intreccia con la parola di Dio e, dopo l’uscita dalla prigione e un profondo esame di coscienza, avviene il cambiamento diventando padre di famiglia e gestore di una ludoteca per bambini ma anche autore di un libro che ripercorre la sua storia.

«Caritas – prosegue don Enzo – vuole creare un dibattito soprattutto con i giovani e gli adolescenti che più di tutti sono soggetti a questi problemi, in un periodo in cui si parla tanto di teppismo e baby - gang». «Sono esperienze di vita – aggiunge il vescovo Rodolfo Cetoloni – a cui la diocesi si apre».

Il secondo momento di riflessione va in questa direzione e sarà venerdì 27 aprile alle 21 nella sala della Fondazione Il Sole: don Claudio Burgio della diocesi di Milano racconterà in “Non esistono ragazzi cattivi”, l’esperienza come presidente e fondatore dell’associazione Kayròs che da alcuni anni è centro di accoglienza offre servizi educativi agli adolescenti ma illustrerà anche il suo compito di educatore nelle comunità.

Terzo e ultimo incontro venerdì 11 maggio alle 16,30 in Duomo con una religiosa domenicana e biblista, suor Anne Lecu, francese, che parlerà di “ferite” scaturite dal peccato che l’uomo compie di fronte a Dio: si chiamerà “Hai coperto la mia vergogna” , che riprende il titolo di un suo libro che ripercorre la storia dal peccato originale ai giorni nostri dando il suo contributo ventennale come medico nel carcere francese del Ille-de-France.


 

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