Il Tirreno

Grosseto

L’anticonformismo di Gramsci rivive grazie agli studenti

L’anticonformismo di Gramsci rivive grazie agli studenti

Nel 1937 Antonio Gramsci muore, vittima del regime fascista che non si sporca le mani con l’atto violento dell’assassinio

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GROSSETO. Nel 1937 Antonio Gramsci muore, «vittima del regime fascista che non si sporca le mani con l’atto violento dell’assassinio, come vi era verificato per tanti oppositori, ma ottiene comunque il proprio scopo attraverso l’internamento che darà il colpo di grazia alle condizioni di salute già gravissime del grande intellettuale. A ottant’anni da quella data – scrive Lucia Matergi, presidente dell’Istituto Gramsci di Grosseto – il Ministero della Pubblica Istruzione invita le scuole italiane a proporre agli studenti la conoscenza di questa personalità ricca e complessa, vivace e anticonformista nell’approccio culturale, originale nelle intuizioni sociologiche e storiche, coraggiosa nella visione politica. Da qui l’idea dell’Istituto Gramsci di Grosseto di un concorso riservato gli studenti del territorio grossetano, sollecitati dalla famosa argomentazione gramsciana “Odio gli indifferenti”, il cui titolo lapidario sembra scritto apposta per provocare l’impegno giovanile».

Il concorso ha avuto il sostegno di Banca Tema e di Fondazione Grosseto cultura e domani dalle 10 al Polo espositivo e culturale Clarisse Arte si celebra la giornata conclusiva del percorso, durante la quale verranno presentati e premiati i lavori delle classi 5 A e 5 B Arti Figurative del liceo artistico Luciano Bianciardi che hanno partecipato al concorso.

«La risposta all’appello dell’Istituto Gramsci di Grosseto – prosegue Lucia Matergi – è stata dinamica e suggestiva, siglata dall’approccio creativo degli studenti che hanno prodotto progetti originali, diversificati e chiaramente stimolati dall’interesse che la figura del grande pensatore e uomo d’azione ha saputo suscitare».

I ragazzi hanno elaborato una vasta gamma di opere, dalle tele in formato quadrato create dagli studenti della 5 A con l’idea di allestirle per formare un’opera unica, alle istallazioni multimateriche della 5 B, che hanno ricostruito episodi cruciali della complessa vita di Gramsci. Per l’ideazione e la progettazione dei manufatti gli studenti si sono avvalsi della consulenza dei referenti dell’Istituto Gramsci che hanno illustrato la poliedrica figura del filosofo, sottolineandone soprattutto l’aspetto umano ed educativo. Quindi gli insegnanti di discipline pittoriche, i professori Biagio Cuomo e Naima De Persis hanno coordinato il lavoro di progettazione ed elaborazione, affiancati dalle colleghe Maria Laura Perfetti e Antonella Piani che, nei loro ambiti di italiano, storia e filosofia hanno ulteriormente approfondito la figura del politico italiano.

Mercoledì 24 l’esito di questa esperienza, che premierà chi meglio avrà colto l’attualità e la forza del pensiero di questo cruciale personaggio della nostra storia del Novecento. Le opere rimarranno esposte anche il 25 e il 26 gennaio.


 

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