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Grosseto

Osservatorio astronomico al traguardo dei 30 anni

Osservatorio astronomico al traguardo dei 30 anni

La struttura a Casette di Mota (Roselle) fu aperta il 13 settembre 1986. Martedì 12 settembre concerto della Corale Puccini e osservazione del cielo per festeggiare

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ROSELLE. Trent’anni di stelle e pianeti. Trent’anni di notti insonni passate con il naso all’insù e l’occhio infilato nel telescopio. Trent’anni, ma il fascino del cielo è rimasto immutato.

L’Osservatorio astronomico di Roselle compie oggi trent’anni dalla sua apertura e li festeggia con una serata speciale per omaggiare quello che fu il più grande osservatorio astronomico della Toscana nel 1986 – anno della sua apertura – e che attualmente occupa la terza posizione.

Stasera alle 21.30 la Corale Puccini di Grosseto, diretta dal Maestro Francesco Iannitti Piromallo, terrà un concerto per festeggiare lo speciale compleanno. Parteciperà il sindaco, con un nuovo simbolico taglio del nastro, e poi saranno proiettate di foto storiche. Se il meteo lo permetterà, si potrà anche osservare il cielo.

L’osservatorio nasce da un progetto originale presentato dall’Associazione maremmana studi astronomici (fondata da Bruno Cardinali, Sergio Gostinicchi, Enzo Malpassi, Ivano Neri, Pierodurante Pecoraro) nel luglio del 1983. Si trattava di adattare una piccola scuola in disuso in località Casette di Mota.

Il Comune fece propria l’idea e, preso contatto con l’astrofilo toscano Paolo Andrenelli che definì in breve tempo il progetto. A tempo di record vennero stanziati i fondi necessari, appaltati i lavori e dopo appena tre anni (e circa 200 milioni di lire di spese), l’Osservatorio venne inaugurato il 13 settembre 1986 durante il 20º congresso nazionale dell’Unione astrofili italiani.

L’Osservatorio, che è una sezione distaccata del Museo di Storia naturale, fu subito affidato all’Amsa, secondo una convenzione che prevede il pagamento di tutte le spese di gestione e l'aggiornamento delle attrezzature da parte del Comune, con l'impegno per gli astrofili di utilizzare la struttura per scopi didattico-educativi oltre che per gli scopi dell'associazione e la ricerca.

Dopo un primo periodo di rodaggio, gli anni successivi furono caratterizzati da un numero sempre crescente di visitatori e da una frenetica attività divulgativa, fino al 1992, quando l’intera struttura venne dichiarata non in linea con le norme di sicurezza e chiusa al pubblico.

La struttura è stata recuperata solo nel 2009, con un investimento del Comune di 200.000 euro e la convenzione tra il Comune e nel 2014 l’Amsa per la sua gestione è stata prolungata fino al 31 dicembre del 2016. L’attuale presidente è Roberto Madrigali.

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