La manifestazione
Myrta e Francesca: piazza Magenta è per due
Doppia serata oggi, 11 agosto, per Capalbio Libri, con Myrta Merlino e Francesca Scopelliti
Doppia serata oggi, 11 agosto, per Capalbio Libri, con Myrta Merlino e Francesca Scopelliti protagoniste sul palco rosso di piazza Magenta. Alle 19 la conduttrice di La7 Myrta Merlino presenta il suo “Madri. Perché saranno loro a cambiare il nostro Paese” (Rizzoli). Sul palco, con lei, la psicologa Maria Rita Parsi e il giornalista Sergio Rizzo. Durante la presentazione, le letture di alcuni brani del libro, interpretati da Lilli Adriana Franceschetti e Marta Mondelli.
Alle 21,30, invece, Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora, racconta il lato inedito del conduttore Rai, con il suo libro “Lettere a Francesca”, di Enzo Tortora - Pacini Editore. Sul palco con l'autrice anche la giornalista Chiara Beria d’Argentine e il magistrato Alfredo Montagna. Conduce Mariolina Sattanino. Durante la presentazione, le letture di alcuni brani del libro, interpretati da Irene Grazioli Fabiani. A condurre la doppia serata, come sempre, l’attrice Marta Mondelli.
“Madri. Perché saranno loro a cambiare il nostro Paese” nasce da un’immagine. Quella di Toya, madre nera che va a tirar via suo figlio, a suon di schiaffi, da un corteo pericoloso. E prosegue con degli incontri con madri famose e sconosciute, ignote e dimenticate, eroiche e ordinarie. Madri parla di mamme italiane, fortissime e ostinate, fragilissime e imperfette.
In serata ecco “Lettere a Francesca”. A quasi trent’anni dalla morte di Enzo Tortora, la sua compagna Francesca Scopelliti consegna alla memoria degli italiani una selezione delle lettere che il celebre giornalista e presentatore televisivo le scrisse dall’inferno del carcere nel quale era stato sbattuto per “pentito” dire. Arrestato nel 1983 per associazione camorristica e spaccio di droga, la star amata da decine di milioni di italiani vive i l’incubo di una giustizia ferma al Medioevo. Queste lettere traboccano di incredulità e indignazione, ma anche di dolcissimo amore per la sua Francesca. Impossibile restare indifferenti alle parole – purtroppo ancora attuali – di un detenuto dalla coscienza limpida e libera che lancia la sua accusa a magistrati prigionieri di un teorema giudiziario e a giornalisti corrivi con la Procura di Napoli, ingabbiati dal pregiudizio e dalla malafede.
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