Il Tirreno

Grosseto

Debenedetti e le scelte dell’economia

Franco Debenedetti
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Franco Debenedetti

L’imprenditore ospite di Capalbio Libri: riflettori accesi sulle politiche industriali

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CAPALBIO. A Capalbio Libri stasera, 9 agosto, alle 19 è protagonista Franco Debenedetti con “Scegliere i vincitori, salvare i perdenti” (Marsilio). Sul palco di piazza Magenta con l’autore lo storico ed economista Giulio Sapelli. Conduce la giornalista di Sky Tg24 Giovanna Pancheri.

Durante la presentazione, le letture di alcuni brani del libro interpretati da Irene Grazioli Fabiani. La guida della serata è invece affidata a Marta Mondelli.

Protezionismo, autarchia, keynesismo, programmazione,strategie o italianità: tante variazioni su uno stesso tema, l’idea che lo Stato, per governare l’economia, debba intervenire e sappia farlo con le scelte giuste. È la politica industriale: lo Stato si sostituisce al mercato e sceglie i vincitori della gara concorrenziale. Salvo poi, quando “l’insana idea” non ha successo, dover correre ai ripari salvando i perdenti. Ma la politica industriale influenza e condiziona anche “l’altra metà del cielo”, quella dell’industria privata, delle grandi famiglie e non solo. Si allarga alla politica finanziaria, si espande a quelle culturali e giudiziarie. Cade sulle sue contraddizioni, risorge, sopravvive ai vincoli dall’Unione europea.

Quasi coetaneo dell’Iri, che in Italia della politica industriale è stato l’eponimo, Franco Debenedetti vi ha convissuto a lungo: prima da manager, lavorando nell’altra metà del cielo, poi da politico e saggista, mirando a smontare le strutture dell’intervento pubblico e l’ideologia su cui si reggono. Dalla Grande Depressione alla Grande Recessione, dagli altiforni alla banda larga, dall’Italietta di Giolitti all’Europa della Merkel, gli assi di lettura di questo libro – storico, politico, personale – si incrociano in un punto: la politica industriale e le ragioni per cui è una “insana idea”.

Franco Debenedetti è nato il 7 gennaio 1933 a Torino. Nel 1956 si laurea in Ingegneria elettrotecnica al Politecnico di Torino e l’anno seguente si specializza in Ingegneria nucleare. Manager per aziende come Fiat e Olivetti, è stato senatore per tre legislature. Tra i suoi ultimi libri Il peccato del professor Mario Monti (2013). Scrive sul Sole24 Ore e sul Foglio.

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